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Inceneritore, in Municipio i rappresentanti Iren: "Impatto sulla qualità dell'aria? Insignificante"

L'implementazione del carico di rifiuti da conferire nell'inceneritore fa ancora parlare. Ieri in sede municipale presenti l'Ad di Iren ambiente Paterlini e l'ingegnere Bagnacani. Buzzi e Pellacini chiedono: 'Ma lei che voto ha espresso? Non posso riportare quanto detto in Cda"

Ieri in sede comunale i consiglieri hanno incontrato i rappresentanti di Iren. I delegati hanno cercato di spiegare le motivazioni che hanno portato l'azienda quotata in borsa, ma anche a partecipazione pubblica -il Comune di Parma è il 4º socio azionario- ad inviare la richiesta alla Provincia per aumentare la quantità di rifiuti da incenerire. "Siamo stati chiamati direttamente dal Ministero dell'ambiente - spiega l'ad di Iren ambiente Paterlini- che ci ha chiesto la portata massima del termovalorizzatore di Ugozzolo" quindi, in virtù del decreto Sblocca Italia gli inceneritori presenti sul territorio nazionale rispondono alla chiamata diretta del Governo e si rendono disponibili a gestire il problema nazionale dei rifiuti. O' imposizione proviene dall'alto ma bisogna anche ricordare i ricavi dei gestori degli inceneritori: l'utile fatturato da Iren è del 25% annuo, in più all'azienda vengono elargiti incentivi pubblici per la messa in rete di energia perché la legge italiana prevede una comparazione tra l'energia prodotta da fonti rinnovabili e dall'incenerimento di rifiuti. Il guadagno dell'azienda in termini economici è concreto.  

"In quanto azienda quotata in borsa è normale che cerchi di incrementare il suo fatturato e, date le richieste governative si va incontro ad un interesse della società italiana espresso dal governo centrale (risolvere il problema rifiuti) che la legislazione le consente" interviene il consigliere di minoranza Buzzi. Da una parte le richieste ministeriali e dall'altra i limiti e i patti territoriali. Infatti la multiutility ha sottoscritto un patto territoriale con gli enti locali che le ricordano vincoli ed accordi, con questa richiesta "sono stati disattesi" commenta l'assessore all'ambiente Folli. Inoltre, sottolinea il consigliere Savani: "L'azienda ha un codice etico che prescrive una collaborazione con le volontà del l'istituzione comunale che, a questo punto, sono in netto contrasto".      

La contrarietà all'aumento del carico di rifiuti ha stranamente messo d'accordo tutti sul territorio: associazioni, enti, comuni e cittadini. I rappresentanti di Iren ne prendono atto e poteranno l'argomento in Cda, conferma Bagnacani, l'ingegnere nella duplice veste di pubblico e privato in quanto messo nel Cda dell'azienda proprio dal comune. "Non considerando la volontà del territorio - continua Bagnacani- si va incontro ad un rischio reputazionale perché Parma è il miglior bacino commerciale che l'azienda ha -Iren è presente in vari comuni italiani- ed esso potrebbe indebolirsi e far maturare così possibili ostilità con l'azienda". Buzzi e Pellacini domandano "Che voto ha espresso lei in Cda riguardo alla richiesta avanzata da Iren?". L'ingegnere risponde: "Non posso riportare quanto detto in Cda".                                                

"Se il dirigente Iren Bagnacani non vuole amministrare un'azienda a partecipazione pubblica vada a fare il dirigente di un'azienda privata" tuona Bosi seguito anche dal consigliere Pellacini. L'aumento previsto per il quantitativo dei rifiuti è importante: si passerebbe da 135 mula tonnellate a 190 mila. I rappresentanti della società e lo studio presentato a Provincia sull'impatto ambientale dovuto all'aumento di rifiuti parlano di un impatto minimo: leggero incremento del traffico veicolare per il trasporto di rifiuti all'inceneritore. Quindi le emissioni nocive nell'ambiente non aumenteranno? L'amministratore delegato Iren Paterlini conferma: "E' evidente che l'inceneritore inquina ma l'impatto che esso ha con una qualità dell'aria già compromessa è insignificante". Le carte in tavola sono servite, a chi spetta la prossima mossa?

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