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Iren, protesta dei lavoratori contro il pegno delle azioni: “Non svendete”

I lavoratori di Iren riuniti sotto i Portici del Grano durante il consiglio comunale che delibererà sul bilancio 2013 chiedono al sindaco di non "regalare le azioni Iren alle banche". Per i dipendenti è in pericolo "il controllo di acqua, rifuti ed energia"

Lavoratori Iren in mobilitazione. Preoccupati dalla decisione dell'assessore Capelli di voler continuare a lasciare in pegno alle banche le azioni della multiutility i dipendenti presidiano i Portici del Grano. E' in corso il consiglio comunale che voterà il bilancio previsionale 2013 del Comune. In ballo anche la permuta delle azioni Iren che ha posto in stato d'agitazione l'organico dell'azienda.

“Siamo contrari a cedere le azioni in pegno alle banche, – tuona Bratta della CGIL – è un grosso errore. Iren eroga servizi indispensabili per la città e produce utili. Il Comune solo nel 2012 ha percepito grazie ai dividendi Iren 6 milioni di euro. È un patrimonio strategico che non va venduto. Soprattutto oggi che vediamo Iren nuovamente travolta dal malaffare. Per chi ci lavora dentro è mortificante. Abbiamo già provveduto a chiedere le dimissioni dei vertici”.

Un lavoratore del servizio igiene ambientale sottolinea che “alienare le azioni Iren e uscire dalla società significa lasciare acqua e rifiuti in mano di chissà chi. E' importante che il Comune resti in Iren per avere un controllo attivo su acqua e rifiuti. Se si lavora con professionalità si riesce a tener lontane le mele marce del mercato. Noi abbiamo molte idee alternative e innovative che non sono state accolte, vorremmo lavorare e lavorare bene. Qui sembra si continui ad assecondare le scelte di Ubaldi che non riteneva strategico rimanere in quest'azienda”.

“Teniamo presente che parliamo di un'azienda che espleta un servizio pubblico – afferma Cavani della UIL – rischiamo di perdere la nostra funzione di controllo con la vendita delle azioni. Forse non è necessario dare impegno queste azioni, se danno utili da sei milioni all'anno usiamo quelli per pagare il debito. Non svendiamo”.

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