Irene Fornaciari si racconta: "Sono un animale da palcoscenico"

L'artista che giovedì 28 aprile terrà la presentazione del nuovo disco 'Questo tempo' al Fuori Orario a Parmatoday: "Perchè ho scelto questo locale? Mi sento a casa, è un portafortuna"

"Questo tempo' è un disco molto importante per me, esce dopo quattro anni dal mio penultimo lavoro e dietro a questo progetto ci sono stata un anno e mezzo. Si possono notare evoluzioni e maturità, dopo tutta la gavetta che ho fatto...". Irene Fornaciari torna con 'Questo tempo' un disco tutto nuovo, dove racconta il lato intimo dell'artista riscoperto e rivalutato dopo qualche stagione passata per 'strada' lontana dai riflettori delle televisioni e di tutto quello che ci gira attorno. "Ho vissuto esperienze forti sia positive che negative - dice la cantante a Parmatoday.it - e tutto si ritrova nelle tematiche di questo disco, dove si parla di sentimenti umani, amore in senso generale e ampio, riflessioni sulla vita e sull'esistenza di Dio, una delle fasi della vita più spirituali della vita. Ci ho messo un anno e mezzo per realizzarlo, ringrazio Diego Cazetti il mio produttore che mi ha rinnovato nel modo di fare musica, ho scoperto sonorità diverse, più internazionali e contemporanee e c'è molta più elettronica rispetto al mio ultimo lavoro dove c'era tanto vintage. Ho avuto l'occasione di lavorare con autori eccezionali, Saverio Grandi, Luca Chiaravalli, autori bravi che mi stimano e che stimo e che sono riusciti a cucirmi addosso canzoni belle, che ritraggono il mio modo di vivere".

Cosa ha imparato Irene da questi anni di gavetta?

"La gavetta non si finisce mai di fare, sono stata a distanza dal mondo discografico per dedicarmi ai live. Sono stata nei posti più sperduti, in formazione ridotta con tastiera, chitarra e voce. Finché uno ha la band di supporto va tutto ok, ma quando hai solo poche persone è difficile".

Una scelta voluta, immaginiamo. Ci racconta un'aneddoto? 

"Non ho un aneddoto in particolare, la realtà live con artisti rock'n'roll mi si addice di più. Sono un animale da palcoscenico". 

Che rapporto ha con suo padre? 

"Con mio padre ho un rapporto bellissimo, ci sono dei momenti in cui ci sono degli screzi e discussioni in cui si può dialogare, in cui si cresce, ci sono dei momenti di condivisione della musica e questo è bellissimo. Mi ritrovo orgogliosa di avere un padre artisticamente forte. Amo il suo modo di approcciarsi alla musica, mi ha insegnato tanto. Rispetto e disciplina per questo lavoro".

Che cos'è la musica per lei?

"Per me la musica è una ragione di vita, al di là delle classifiche e al di là di tutto penso che continuerò a fare musica".

Quale canzone la ritrae di più? 

"È stato un lavoro di dettagli in tutto, dagli arraggiamenti alle parole e ai gesti che ogni canzone mi rappresenta. Quella più intima che rimane la più intensa è 'Un amuleto', che ho scritto con il mio produttore per le persone che non ci sono più, quelle a me care". 

Perché ha scelto il Fuori Orario?

"È un locale che ho sempre visto come uno dei più importanti, parte del mio sangue è emiliano e mi sento un po' a casa, è come un portafortuna".
 

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