Cronaca Strada Privata Dell' Industria

Italcondotte, sciopero a oltranza: "Vogliamo i nostri stipendi"

La decisione di uno sciopero a oltranza da parte dei dipendenti di via dell'Industria a seguito del mancato rispetto degli accordi con l'azienda per il pagamento delle 5 mensilità arretrate

Accordi disattesi e tanta amarezza nei volti dei dipendenti della Italcondotte Bellocchi che stamane si sono riuniti in presidio di protesta davanti all'azienda sino all'ottenimento di quanto dovuto. Si tratta di 5 mensilità arretrate per gli operai e oltre 10 mensilità per i dipendenti. Dopo una protesta il 6 settembre scorso, l'azienda ha incontrato le parti e con i sindacati ha deciso di firmare un accordo con cui si impegnava a erogare il 50% di quanto dovuto entro il 25 settembre e il restante entro fine mese alla trentina di dipendenti in attesa di quanto dovuto.

Sino a oggi solo 500 euro, un acconto che per gli operai in attesa dello stipendio da mesi e per le famiglie che alcuni di loro hanno a carico non significa nulla. "Il 25 settembre l'azienda ci ha fatto sapere di non essere in grado di pagare la prima tranche dei salari però sarebbe stata in grado di farlo il 2 ottobre - commenta Mauro Toscani, Filca Cisl -. Abbiamo rimandato ma non è stata in grado di pagare. I lavoratori sono disperati perchè dopo 5 mesi per gli operai e 12 per gli impiegati, non si è più in grado di sostenere le spese, pagare l'affitto, il mutuo, le bollette. All'azienda chiediamo il pagamento di tutte le spettanze.

VIDEOINTERVISTA A TOSCANI (FILCA CISL)

Siamo in sciopero a oltranza finchè non arrivano i soldi. Sappiamo che l'azienda ha fatto incassi e su questi incassi non ha tenuto conto degli stipendi dei lavoratori, quindi resteremo qua sin quando l'azienda non ci garantisce il pagamento e, a oggi, non ci ha ancora detto quando pagherà. Faremo una lettera indirizzata a tutti i committenti dell'azienda e, se non lo farà lei, chiederemo il pagamento a loro. L'azienda dice di non voler chiudere ma non può pretendere di far continuare a lavorare i dipendenti senza stipendio".

Nel corso della mattinata è stato richiesto l'intervento della Polizia da parte dell'azienda per sedare le proteste dei dipendenti davanti alla sede di via dell'Industria. I dipendenti hanno interpretato questo gesto come l'ennesima provocazione che ha come unico risultato quello di esacerbare ulteriormente gli animi. "Oltretutto l'azienda intende anche provocare i lavoratori sottolinea Toscani -, non accettiamo più nessun tipo di provocazione e nemmeno promesse verbali. Tra le provocazioni dell'azienda il fatto che, mentre per i lavoratori quasi non c'è gasolio per il lavoro, c'è chi utilizza i mezzi dell'azienda per andare a spasso, domenica compresa, per fare i suoi comodi. Sono provocazioni che non riusciamo ad accettare oltre".

I lavoratori e i sindacati che li sostengono, Filca Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil, dicono di essere arrivati al limite e di non poter più andare avanti con la situazione attuale. L'accordo depositato alla direzione provinciale del lavoro a seguito dell'incontro e della promessa di erogazione degli stipendi arretrati entro fine settembre lo strumento che i dipendenti attraverso i sindacati e i legali faranno valere, oltre all'azione portata avanti nei confronti dei committenti dell'azienda.

 

 

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