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Kale, segnali positivi per i lavoratori Maestri: 'Azienda disposta a ritirare i licenziamenti'

"Si aprono spiragli positivi per i 122 lavoratori della Kale di Borgotaro; l'azienda sarebbe intenzionata a ritirare i licenziamenti annunciati nelle scorse settimane inoltrando l'istanza per ulteriori cinque mesi di cassa integrazione in deroga con la finalità di trovare soluzioni alternative"

“Si aprono spiragli positivi per i 122 lavoratori della Kale di Borgotaro; l’azienda sarebbe intenzionata a ritirare i licenziamenti annunciati nelle scorse settimane inoltrando l'istanza per ulteriori cinque mesi di cassa integrazione in deroga con la finalità di trovare soluzioni alternative per dare nuove prospettive all'occupazione e al sito produttivo”. Ad annunciarlo con cauta soddisfazione è la parlamentare del Partito Democratico Patrizia Maestri che da tempo segue la vicenda della storica azienda di Borgotaro.

“Si tratta di una disponibilità importante che dovrà essere formalizzata il prossimo 15 luglio - spiega la deputata – è il segno del positivo lavoro svolto da sindacati, Regione e Governo che hanno tutti remato insieme in un’unica direzione seguendo l'evolversi di questa complessa vicenda con l’obiettivo di risolverla al meglio”. La vicenda della multinazionale turca che nel 2011 ha acquisito i gruppi Fincuoghi, Edilgress e Campani promettendo investimenti, ha avuto inizio lo scorso 8 giugno quando l’azienda ha comunicato l’intenzione di cessare tutte le attività produttive dello stabilimento di Borgo Val di Taro, con l'immediata apertura di procedura di messa in mobilità dei dipendenti. Ora arriva una piccola schiarita all’orizzonte. Patrizia Maestri, insieme ai colleghi Romanini e Pagliari, aveva più volte richiamato l’attenzione del Governo, in specifico della sottosegretaria Paola De Micheli, sulla crisi aziendale dello stabilimento parmense della Kale. Fondamentale è stato inoltre il contributo dell’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi. “Ora i lavoratori che hanno presidiato e difeso la loro azienda insieme al sindacato della zona - conclude Maestri - hanno una speranza in più di riuscire a conservare il proprio posto di lavoro".

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