L'allarme dei medici: "Uno su due ha subito aggressioni"

I dati choc dell'Ausl: l'87% dei medici di continuità assistenziale si sente in pericolo

L’87% dei medici di continuità assistenziale del nostro territorio si sente in pericolo durante lo svolgimento del turno e il 45% ha subito almeno un episodio di violenza, prevalentemente attraverso gestualità intimidatoria e aggressività verbale, ma in qualche caso purtroppo anche fisica.

Sono questi i dati complessivi dell'indagine somministrata ad alcuni operatori della Guardia medica che fanno emergere un problema relativo alla sicurezza delle sedi lavorative. Gli episodi di violenza che si sono verificati durante il servizio, per lo più violenza verbale 'e anche alcune violenze fisice - precisa Elena Saccenti, direttore generale dell'Ausl di Parma coinvolgono la maggior parte dei medici che operano nel nostro territorio che si trovano a svolgere la loro attività in condizioni organizzative precarie e con scarsa sicurezza'.

Questo è quello che emerge dai dati presentati a palazzo Soragna nel corso del convegno Sicurezza degli operatori e nelle sedi di continuità assistenziale nella provincia di Parma, organizzato dall’Ordine dei medici di Parma e dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri italiani. Un medico su due (45% sì e 55% no) ha subito almeno un episodio di violenza durante lo svolgimento del servizio di continuità assistenziale: due hanno subito violenza fisica, ciqnue gestualità intimidatoria e 31 aggressività verbale.

"E' cambiato il rapporto tra medico e paziente - precisa Elena Saccenti -. I pazienti oggi sono diventati esigenti e non sono più pazienti e non hanno capito che questo rapporto tra loro e il medico favorisce soprattutto loro. I medici non denunciano perché credono di poter risolvere tutto con il buon senso, a volte sottovalutano, ma dobbiamo fare in modo, grazie all'aiuto delle autorità, di poterli mettere in condizioni di lavoro sicuro". Dall'analisi dei dati, emerge anche che gli episodi di violenza sono distribuiti equamente tra i due sessi: 11 hanno riguardato i medici maschi (su 25 aderenti all’indagine) e 16 le femmine (su 36 aderenti all’indagine).

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Il momento più a rischio sono i turni notturni, soprattutto in zone "frequentate da gente poco raccomandabile come nel caso di via Rasori - dice Pierantonio Muzzetto, il presidente dell'ordine dei medici di Parma -. Negli ultimi anni si è registrata un’escalation di insofferenza da parte della popolazione, in particolare nei confronti dei Medici di Continuità assistenziale, di Pronto soccorso e dell’emergenza-urgenza territoriale, con episodi di aggressione ingiustificabile. E’ bene ricordare che il cittadino che usa violenza contro il medico esercita violenza contro il Sistema salute e quindi contro il proprio interesse e il proprio benessere. Il nostro impegno come Ordine dei medici di Parma è quello di tutelare lo svolgimento della professione e l'incolumità dei sanitari allestendo, ad esempio, le strutture in luoghi non isolati o appartati in modo da garantire al medico di turno la vicinanza di altre persone. Una soluzione sono le sedi delle associazioni di assistenza e volontariato".

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