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Cronaca

L'agguato, la rapina e il tentato omicidio: arrestato commando di Parma

Cinque arresti a Bologna: quattro cinesi e un 54enne italiano che vivono nella nostra città. Avrebbero aggredito per denaro una quarantenne che ha un centro estetico a Parma e che per giorni rimase in pericolo di vita. Ferito anche il compagno

Prima l’agguato, premeditato e studiato nei dettagli. Poi la rapina: con coltello e pistola. E tutto per denaro. Sarebbe stato questo il movente dietro al quale si sarebbe consumata la rapina, sfociata poi in un'accusa di tentato omicidio, ai danni di una cinese quarantenne, residente in provincia di Reggio ma titolare di un centro estetico a Parma, trovata la scorsa estate in fin di vita in via degli Aretusi a Borgo Panigale, Bologna. Gli uomini e le donne della terza sezione della Squadra mobile del capoluogo emiliano, coordinati dalla vice questore Elena Jolanda Ceria su supervisione del capo Giuseppe Pititto, hanno chiuso il cerchio attorno a un gruppo di cinque persone, ritenuto a vario titolo l'autore dell’agguato. La polizia ha arrestato cinque persone: quattro cittadini cinesi fra i 33 e i 42 anni, che vivono fra Parma, Rovigo e Como, e un 54enne italiano residente a Parma e che nella banda aveva un ruolo minore. Le accuse: concorso in tentato omicidio, rapina pluriaggravata e porto ingiustificato di armi da sparo e da taglio.
Per inquirenti e investigatori, accordo per il denaro da trasferire, poi l'assalto nel palazzo. Per tutto il 'commando' è stato emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte del Gip Maria Cristina Sarli. Secondo la ricostruzione delle evidenze investigative i cinque responsabili del gruppo avrebbero pianificato un vero e proprio agguato ai danni della donna. Era stata la stessa quarantenne, con attività di centro estetico a Parma, ad accordarsi con uno dei suoi aggressori, un intermediario connazionale. Il motivo: 15mila euro che la donna voleva fare arrivare in Cina alla famiglia, ma non passando per i canali ufficiali. L'uomo aveva fissato l'appuntamento in un condominio di via Aretusi dove, come ricostruito dagli investigatori della squadra Mobile, la banda non aveva alcun appoggio, ma aveva progettato di compiere la rapina nell'atrio del palazzo. Per questo, sempre secondo gli investigatori,  avrebbe anche compiuto un sopralluogo un paio di giorni prima dell'incontro. Quando la coppia è arrivata con il denaro, nell'androne ci sarebbe stata l'aggressione da parte dei cinque, armati di coltelli e di una pistola, poi risultata giocattolo. La donna e il compagno avevano reagito ed entrambi ed erano stati accoltellati: lei aveva riportato una grave ferita all'addome ed era stata per giorni in pericolo di vita. Lui era stato colpito alla testa. La commerciante aveva tentato di inseguire uno degli aggressori, l'unico componente della banda rintracciato subito dalla polizia, poco lontano. I restanti sono stati identificati nel corso delle successive indagini.

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