La crisi sanitaria e gli effetti sul settore terziario: sono dati preoccupanti

La sospensione delle attività dovuta al lockdown (12.561 imprese del terziario sospese) ha prodotto conseguenze devastanti sui ricavi di commercianti, bar, ristoranti, alberghi e sugli operatori del mondo dei servizi

La crisi sanitaria innescata dalla diffusione del COVID-19 ha provocato un fortissimo crollo della fiducia per le imprese del terziario della Provincia di Parma: il 93,2% delle imprese ritiene che la situazione economica dell’Italia sia peggiorata nei primi mesi dell’anno e l’89,8% ha visto peggiorare l’andamento dell’attività economica della “propria” impresa. La sospensione delle attività dovuta al lockdown (12.561 imprese del terziario sospese) ha prodotto conseguenze devastanti sui ricavi di commercianti, bar, ristoranti, alberghi e sugli operatori del mondo dei servizi: il 77,6% ha visto contrarre i propri ricavi nei primi mesi del 2020 rispetto agli ultimi mesi del 2019.

Più di sei imprese su 10, ovvero il 65,5%, dichiarano di aver visto peggiorare la situazione della propria liquidità nel medesimo periodo rispetto al periodo precedente. Le imprese del terziario (commercio, turismo, servizi) della provincia di Parma sono circa 22 mila, costituendo il 62% dell’intero tessuto imprenditoriale extra agricolo del territorio. Gli effetti del lockdown potrebbero essere devastanti sul tessuto delle imprese: 2.800 operatori del terziario rischiano di chiudere senza più riaprire, con conseguenze dirette sui livelli occupazionali (10.000 lavoratori rischiano il posto). Il terziario rischia di perdere nel 2020 circa 700 milioni di valore aggiunto.

L’emergenza economica e sanitaria ha frenato i programmi di crescita delle imprese: tra quelle che non effettueranno 2 investimenti nei prossimi due anni, il 38% vi ha rinunciato a causa della crisi in atto. Con riferimento alla domanda e all’offerta di credito il 28% delle imprese del terziario hanno chiesto credito nei primi mesi del 2020. Tra queste il 64,3% ha visto accolta la propria domanda, mentre il 31,8% è ancora in attesa di conoscerne l’esito. La crisi ha accelerato l’evoluzione dei modelli di business di una parte delle imprese: +113% quelle che hanno implementato le consegne a domicilio, +24% quelle che hanno implementato l’e.commerce.

Tra le imprese che hanno attivato l’e.commerce durante la crisi più di otto su 10 continueranno ad utilizzare questo canale anche al termine dell’emergenza. Il 64% delle imprese proseguirà ad utilizzare le consegne a domicilio. Il 71,2% delle imprese associate a Confcommercio Ascom Parma si dichiara soddisfatto dell’azione svolta dall’Associazione a supporto delle imprese nel corso della crisi. Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dalla ricerca sulle imprese del terziario operative nella provincia di Parma, realizzata nel primo semestre 2020 da Ascom Confcommercio Parma in collaborazione con Format Research.

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