"La donna non va considerata come una proprietà": monta la protesta del centro antiviolenza

"Ignorando che questo tipo di immagini ha un impatto negativo sulla considerazione che la società ha delle donne. Da anni diciamo che la violenza di genere è strettamente connessa alle immagini"

"In questo momento post lockdown particolarmente difficile soprattutto per le donne che subiscono violenza fisica; verbale o psicologica e sono costrette in casa, cosa che rende più complicato chiedere aiuto, vorremmo fare una riflessione su questo poster affisso su alcuni autobus a Parma". La protesta del centro antiviolenza monta in seguito a una pubblictà in cui "la donna diventa un "Menù estivo" e si vede un corpo femminile svestito, sezionato in parti vendibili e con un ammiccante smile che sostituisce, per finto pudore, il “lato b” della stessa, proprio come se fossero tagli da macelleria".

Il centro antiviolenza si chiede "il senso di utilizzare questo tipo di pubblicità, lesiva dell'immagine femminile, per parlare di zanzariere. È davvero solo attraverso l'oggettivizzazione dei nostri corpi che, ancora oggi, si pensa di raggiungere il proprio target? Ignorando che questo tipo di immagini ha un impatto negativo sulla considerazione che la società ha delle donne. Da anni diciamo che la violenza di genere è strettamente connessa, anche alla rappresentazone femminile, nelle immagini promosse dai media e dal mondo pubblicitario. Invitiamo direttamente i cittadine e le cittadine a voler segnalare allo IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria) questo poster che non ha nulla di creativo, ma è solo una delle tante pubblicità, viste e riviste, che dominano il panorama italiano. Dimostrando così, ancora una volta, quante strada deve ancora fare il nostro Paese riguardo alla questione della parità di genere e nella comunicazione pubblicitaria. Come Centro Antiviolenza chiediamo una reale presa di coscienza su questo tipo di immagini per la loro connessione con la violenza, che deriva dalla considerazione delle donne come proprietà. Come donne, invece, affermiamo di non sentirci rappresentate da questo sguardo maschile oggettificante. Senza trascurare che dovrebbe essere considerata come offensiva anche nei confronti degli uomini, in quanto dà per scontato che siano guidati da istinti primordiali irrazionali, attirati solo da corpi femminili svestiti. Parliamone di più e in modo costruttivo". 

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