«La Lega è razzista». L'ex ministro Kyenge a processo per le dichiarazioni di Fontevivo

Si è aperto in tribunale a Piacenza (sede della direzione di ParmaToday) il processo che vede la europarlamentare imputata per diffamazione, dopo la querela di Matteo Salvini, per le dichiarazioni esposte sul palco del Festival dell'Unità nel 2014

La Kyenge in tribunale a Piacenza

Si è aperto a Piacenza il processo nei confronti di Cécile Kyenge, eurodeputata ed ex ministro per l’Integrazione del Governo Letta, finita sul banco degli imputati per alcune dichiarazioni rese nel 2014 sul palco del Festival dell'Unità di Fontevivo. Kyenge è accusata di diffamazione dopo la querela sporta dalla Lega, nella persona del segretario federale e attuale ministro dell'Interno Matteo Salvini, per una frase pronunciata davanti alla platea durante l'intervista: «La Lega è razzista» disse la Kyenge in quel contesto pubblico, riferendosi alla polemica allora legata ad una foto messa su Facebook da Fabio Rainieri (poi condannato nel 2015), politico parmigiano e all'epoca segretario della Lega Nord Emilia, in cui compariva l'attuale parlamentare europea paragonata ad un orango. «Ho deciso di venire al processo con il mio avvocato e di rinunciare alla mia immunità parlamentare perché penso che i politici debbano assumersi le lororesponsabilità. Dobbiamo avere fiducia nei giudici. E la fiducia si vede che ce l’ha anche chi mi ha querelato» ha detto la Kyenge poco prima di entrare in aula a Piacenza. Ricordando che in altri casi le querele erano state archiviate, Kyenge ha affermato «che non ho detto quelle cose a caso, ma perché avevo subito degli attacchi di alcune persone di quel partito che oggi sono indagate per reati legati al razzismo».

Il giudice Fiammetta Modica ha dovuto subito far fronte a una raffica di eccezioni preliminari presentate dall’avvocato di Salvini, Claudia Eccher del Foro di Trento e di quello del Gruppo Citynews, Stefano Ricci (Milano). Ad alcune eccezioni si è associato anche il difensore dell’ex ministro, l’avvocato Gian Andrea Ronchi, del Foro di Bologna.

Il giudice ha rigettato la richiesta di Ricci sulla costituzione di parte civile di una delle due parti il ministro dell’Interno Matteo Salvini e la Lega. Il giudice l’ha rigettata, lasciando entrambi come parti civili. Un’altra richiesta ha riguardato l’estromissione di alcuni atti dal fascicolo del processo, mentre un’altra ancora la lista testi.

L’articolo venne pubblicato da diversi giornali nazionali. Partita la querela, la procura stabilì che la competenza per quanto pubblicato dal quotidiano digitale Parmatoday, del gruppo editoriale Citynews, era a Piacenza (dove ha sede la direzione del giornale).

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L’indagine, che dura da anni, è stata coordinata dal sostituto procuratore Antonio Colonna, il quale aveva chiesto - e ottenuto, sia per Kyenge sia per la testata - l’archiviazione. Ma la Lega fece opposizione e il gip rinviò gli atti alla procura per proseguire nel processo. L’udienza è stata rinviata a marzo.

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