La Nigeria, la guerra e il viaggio in Libia: Gospel, inno alla vita

Il rifugiato politico, scappato per salvarsi la vita: “Grazie Parma, qui ho potuto realizzare il mio sogno”

La Nigeria è lontana. Ma resta sempre nel suo cuore. Un pezzo di vita lo ha lasciato lì, lì sono nascosti i ricordi belli e brutti di una vita vissuta sul filo. Un filo che ha tenuto e non si è spezzato, lungo il quale Gospel Ozioma Nnadi è arrivato fino a Parma. La città che lo ha accolto e gli ha permesso di far volare in alto la sua corona d’alloro. “La gestione del rischio informatico. Gli strumenti della protezione della rete aziendale”, questo il titolo della tesi in informatica che ha discusso al Campus delle Scienze e tecnologie, nella prima cerimonia di Laurea in presenza dall’inizio dell’emergenza Coronavirus.

 "Oggi provo soltanto gioia. Sono molto contento per questo giorno: è stato un percorso molto importante per la mia vita. Non riesco ad esprimere in modo completo le mie sensazioni. Vorrei studiare nella mia vita, ho sempre cercato in questi tre anni di studiare per arrivare in fondo a questo percorso”. Un percorso che si snoda tra Nigeria, Libia e Italia. I rischi, i pericoli, la prigione: “Mi è rimasta la speranza – dice Gospel - che si basa sulla volontà di vivere. Mi porto quello dalla mia esperienza, da quel viaggio terribile. Ci sono stati molti pericoli, ma non li posso raccontare. Non voglio”. Quel mondo sembra lontano. Adesso Gospel fa parte del coro della sua parrocchia, fa teatro e ha recitato in due spettacoli, si è preso una casa in zona ospedale. Ama il calcio ma non lo pratica, ‘sono più portato per il teatro – sorride – e le lo studio”.

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La laurea, un traguardo agognato, forse insperato. “Sono fuggito dalla Nigeria perché ero in pericolo di vita: infatti sono rifugiato. Sono arrivato in Italia, a Catania, nel novembre 2016 e ho cominciato a frequentare lezioni di lingua italiana grazie all'aiuto dei volontari. A giugno 2017 ho conseguito la certificazione relativa alla lingua italiana per il livello B1. Grazie al progetto di inclusione e integrazione dei rifugiati dell'Università di Parma sono riuscito a frequentare il corso universitario in Informatica e nel contempo lezioni di lingua italiana che mi hanno permesso di comprendere bene gli insegnamenti. Grazie alla possibilità di accedere ai servizi bibliotecari fino alle 24 sono riuscito a superare gli esami, e adesso sono qui. Il mio grazie più profondo agli studenti, ai docenti e al personale tecnico amministrativo dell’Ateneo. E' stata una grande occasione poter studiare in Italia”.

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