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La protesta sotto i Portici del Grano

La protesta sotto i Portici del Grano

Il Laboratorio per l'Alternativa a Ciclosi: "Creare una commissione sul debito"

E' questa la richiesta del gruppo di cittadini reduci dalle proteste sotto i Portici del Grano in una lettera al Commissario Straordinario, invitandolo all'assemblea del 26 gennaio

Il Laboratorio Politico per l'Alternativa, realtà nata in seguito alle proteste sotto ai Portici del Grano contro la tangentopoli parmigiana, ha inviato una lettera aperta al Commissario Straordinario Mario Ciclosi sulla questione del debito e degli aumenti annunciati a livello locale. Il principale elemento che ne esce è la proposta di attivare una commissione di indagine sul debito pubblico, per individuare i responsabili della crisi che sta coinvolgendo anche la nostra città. I cittadini del Laboratorio invitano inoltre Ciclosi all'assemblea pubblica prevista per il 26 gennaio alle ore 21 all'Auditorium Toscanini.

"Signor Commissario, desideriamo esprimerle la nostra viva preoccupazione -esordisce il lungo testo del Laboratorio- per quanto appreso dalla stampa locale, relativamente alle scelte programmate nel Bilancio di previsione, recentemente predisposto : raddoppio delle aliquote IRPEF e applicazione delle aliquote della nuova tassa IMU ai massimi livelli consentiti dalla recente manovra finanziaria varata dal governo Monti. Si aggiunga la forte preoccupazione che vengano aumentate rette e tariffe dei servizi legati alla persona (nelle scuole dell’infanzia, in particolare) e ridotti, se non cancellati taluni provvedimenti a sostegno delle famiglie e delle fasce sociali più deboli.

"Lei è certamente consapevole che questi provvedimenti vanno ad aggiungersi a quelli, certamente ben più onerosi, del governo italiano, e ben saprà che alle pesantissime misure già contenute nel “pacchetto anticrisi”, si sono aggiunti, odiosi aumenti delle tariffe di luce, acqua, gas, autostrade.
A livello locale stanno venendo al pettine le scadenze degli oneri da pagare per far fronte agli impegni contratti dalle società partecipate, attraverso le quali le passate amministrazioni comunali hanno svenduto la gestione della città e la sua politica del territorio a operatori privati. Chi è chiamato a pagare il debito pubblico, signor Commissario, non lo ha prodotto".

"Naturalmente non possiamo non apprezzare l’avvedutezza con la quale Lei intende far fronte alle dissennate e clientelari spese delle Amministrazioni precedenti e il senso di responsabilità nei confronti dei fornitori e dei creditori, che devono pagare la manodopera per le prestazioni finora realizzate. Ma non possiamo non constatare con forte disappunto che anche il previsto accantonamento di 46 milioni di euro programmati a garanzia dei debiti pregressi, benché ispirato a forme di corretta amministrazione, fa di ogni erba un fascio: in questo fascio c’è chi ha creato la spaventosa esposizione debitoria del Comune di Parma e c’è chi non ne ha responsabilità alcuna, ma è chiamato a farsene carico".

"Appare dunque evidente che tale iniquità nasce da una grave omissione: quella di non aver istituito una indagine preliminare su come si è formato il debito pubblico anche nella nostra città, volta a individuare, in virtù del pieno e trasparente accesso ad atti finora non resi pubblici, attraverso quali atti e responsabilità esso si è costituito. Sono alcune delle domande a cui solo una commissione di indagine sul debito pubblico potrà fornire delle risposte. Dimostreremo che questa è una scelta non dilazionabile nel corso dell'assemblea pubblica he abbiamo in programma per il 26 gennaio alle h.21, all’Auditorium  Toscanini. A tale iniziativa, signor Commissario, è invitato a partecipare, per rendere conto alla cittadinanza, che ha diritto di sapere".
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