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Caso Lactalis, spuntano le mail di Mediobanca: "Stanno esagerando"

Secondo la Procura di Parma ci sarebbe un conflitto d'interesse per l'istituto di credito che doveva esprimere un parere sull'acquisizione di Lag e che al tempo stesso era anche creditore di Lactalis. L'intera operazione sarebbe stata mirata a ottenere liquidità

Ieri Laguardia aveva chiesto la revoca del consiglio di amministrazione e la nomina di un amministratore giudiziario per Parmalat, una richiesta che “andava oltre la semplice richiesta di ispezione”. Oggi il procuratore capo di Parma spiega il perché. “Abbiamo acquisito delle mail interne tra i vertici di Mediobanca da cui risulta evidente un conflitto d’interessi”. In questo carteggio infatti si legge che “gli stessi dirigenti di Mediobanca notavano dell’esagerazione nelle richieste di credito”. Laguardia cita le mail dove si parla di una “fretta indemoniata, devono essere ragionevoli”. Nonostante queste titubanze, “alla fine – spiega Laguardia- Mediobanca ha accettato le richieste di Lactalis a seguito di numerose pressioni. Proprio da questo risulterebbe che l’operazione era finalizzata per ottenere una liquidità”.

REVOCA CDA. IL TRIBUNALE SI RISERVA DI DECIDERE. Il presidente del Tribunale di Parma, Roberto Piscopo, ha deciso di riservarsi sulle richieste della procura e delle parti dell'udienza Parmalat-Lactalis. Piscopo depositerà nei prossimi giorni la sentenza (invocata ai sensi dell'art. 2409 del codice civile) e le motivazioni allegate.

Già nel lontano gennaio 2012, la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) aveva giudicato sospetta o quantomeno non giustificata la nomina di Mediobanca come independent advisor, consulente finanziario, in quanto la merchant bank guidata da Alberto Nagel su Parmalat giocava due parti nella stessa commedia. Mediobanca fa infatti parte del pool di banche che il 25 aprile 2011 avevano erogato a Bsa Finances un prestito sindacato di 6,7 miliardi per finanziare l'Opa sulla Parmalat.

In tempi non sospetti la Consob rilevò che nel giudizio di congruità redatto da Mediobanca per il comitato indipendenti non si ravvisavano elementi valutativi autonomi adeguati a sostenere l'interesse della società al compimento dell'operazione. In pratica tutta l'operazione, secondo la Consob, era contrassegnata dalla non indipendenza di Mediobanca.

“La scelta di Mediobanca – spiega Laguardia – come advisor nell’operazione (che portò all’acquisto di Lag venduta a 957 milioni di dollari) lasciava un po’ perplessi soprattutto alla luce di pressioni da parte dei vertici di Lactalis su quelli di Mediobanca”. Secondo il procuratore lo si percepisce dai messaggi presenti nelle mail. “Stanno esagerando” “hanno una fretta indemoniata” “devono essere ragionevoli altrimenti è impossibile per noi dare la nostra fairness”. Gli elementi raccolti nelle mail sembrerebbero sufficienti per sostenere che l'acquisizione di Lag era finalizzata per far ottenere a Lactalis della liquidità ai danni di Parmalat. Proprio per questo motivo la Procura di Parma ha chiesto la nomina di un amministratore giudiziario finalizzato ad annullare il contratto di acquisto di Lag.

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