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Laminam, Gibertoni: "Regione immobile, l'unica soluzione è sospendere la produzione"

Giulia Gibertoni commenta la risposta che questa mattina l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, ha fornito al question time sul caso che riguarda i cittadini di Borgotaro. “Priorità è applicare il principio di precauzione e una seria valutazione di impatto sanitario. Non si può perdere altro tempo

“La risposta dell’assessore Gazzolo oggi in aula conferma quanto diciamo da tempo, ovvero che la Regione continua a non voler risolvere una volta per tutte il caso di Borgotaro. Non si può sostenere che si vuole fare gli interessi dei cittadini e ricostruire un rapporto di fiducia con loro senza prendere al contempo l’unica decisione possibile, ovvero applicare il principio di precauzione, sospendere temporaneamente l’attività della Laminam e avviare una seria valutazione di impatto sanitario, tutelando al contempo gli interessi economici e occupazionali con gli strumenti a disposizione”. È questo il commento di Giulia Gibertoni che questa mattina in apertura dei lavori d’Assemblea ha presentato all’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, un question time sul caso Laminam, l’azienda di Borgotaro in provincia di Parma al centro di roventi polemiche a causa dei continui cattivi odori e malesseri denunciati dai cittadini che abitano nella zona.

“Le parole dell’assessore ci hanno confermato che fino ad oggi su questo caso la Regione non ha fatto abbastanza – spiega Giulia Gibertoni – E se si continua così, non si farà abbastanza neppure nel prossimo futuro, visto che l’annuncio dello stanziamento di 400mila euro per effettuare ulteriori controlli sulle emissioni odorigene equivale a prendere ulteriore tempo senza adottare un provvedimento urgente ed efficace. Ma così la politica non dà risposte ai soggetti deboli, ad esempio i bambini che frequentano le scuole limitrofe all’insediamento industriale, con preoccupazione dei pediatri. La tutela della salute pubblica è l’unica priorità, quella economica è importante ma è una priorità successiva, perché in questa vicenda è chiaro che c’è un prima senza problemi e un dopo caratterizzato da problemi di salute. Senza contare che ci sono delle forti ripercussioni anche sul valore ambientale e l’attrattività del territorio oltre che sul suo valore turistico, e anche questa è economia da preservare. Ecco perché la Regione ha un’unica opzione, quella di provvedere alla sospensione immediata dell’attività della Laminam in attesa delle opportune verifiche, naturalmente prevedendo le misure compensative affinché l’azienda non abbia ripercussioni di tipo economico e occupazionale.  Ci sono tutti gli strumenti, sia normativi che tecnici, per poterlo fare.

Crediamo sia il minimo che si possa fare per cercare di tutelare gli abitanti di Borgotaro che da tempo ormai hanno visto la propria vita stravolta e continuano a vivere una emergenza sanitaria permanente. Parliamo di persone che addirittura non si sentono più cittadini di quel luogo: tergiversare non è accettabile, bisogna imporre una vera valutazione di impatto ambientale e sanitario. Per ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini, per riportare la pace sociale, così come la Regione dice di voler fare, bisogna far seguire alle parole dei fatti. E il dato dal quale non si può prescindere è che prima del famoso ampliamento della capacità produttiva della Laminam questa situazione non esisteva e oggi addirittura è la popolazione di Borgo Taro a sentirsi fuori posto e abbandonata. I cittadini non possono e non vogliono più aspettare. Ci sembra che si sia agito in modo decisamente frettoloso in passato, ora la Regione trovi il coraggio di cancellare i propri atti e ripartire in modo rigoroso, chiaro e condiviso”.  

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