Strage di migranti a Lampedusa, presidio in piazza: 'La politica è complice'

Oggi pomeriggio alle ore 17 si terrà un presidio per ricordare le vittime. A lanciare l'idea il Coordinamento Pace e Solidarietà, la Rete Dormire Fuori, il Ciac e il Centro Inteculturale

Strage di migranti di Lampedusa. Dopo la tragedia la triste conta delle vittime del barcone che ha preso fuoco. Anche la città di Parma sta seguendo con dolore la vicenda. Oggi pomeriggio alle ore 17 si terrà un presidio in piazza Garibaldi per ricordare le vittime. A lanciare l'idea il Coordinamento Pace e Solidarietà, la Rete Dormire Fuori, il Ciac Onlus.

PRESIDIO ALLE 17: 'LA POLITICA E' COMPLICE DELLA STRAGE'. Un presidio "per dire -si legge in una nota firmata Coordinamento Pace e Solidarietà, Rete Dormire Fuori e Ciac Onlus.- che la politica è complice della strage accaduta ieri a Lampedusa. UL'ennesima tragedia accaduta oggi a Lampedusa non è una tragica fatalità; essa è il risultato della politica dell'Unione Europea e dell'Italia sull'immigrazione e sull'asilo. L'Europa da anni pone in atto politiche di contrasto all’immigrazione, impegnando massicce risorse economiche e l'utilizzo di forze di polizia, mentre non vengono adottate adeguate misure per la realizzazione di un più efficace monitoraggio delle presenze delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia al fine di mettere in pratica misure di soccorso adeguate".

"Il riconoscimento della protezione internazionale -prosegue la nota- a chi fugge dal proprio paese a causa delle guerre e dalle persecuzioni è un obbligo internazionale che l’Italia e i paesi dell’Unione devono rispettare a partire da un mutamento radicale delle politiche sull’attraversamento dei confini. Chiediamo una nuova politica dell'Italia e dell'Unione europea nella realizzazione di canali umanitari e di programmi di reinsediamento dei rifugiati che si trovano in condizioni di gravissimo pericolo nei paesi in transito, e che lì possano chiedere asilo presso le sedi delle istituzioni dell’Unione Europea anziché essere costretti a raggiungere l'Europa servendosi dell'unico canale realmente disponibile, ovvero le organizzazioni criminali internazionali che proliferano proprio sulle carenze delle politiche dell'Unione sulla materia. Esprimiamo cordoglio per le vittime, giovani somali ed eritrei costretti a lasciare il proprio paese perché perseguitati, costretti al servizio militare a vita e che hanno cercato di raggiungere l’Europa alla ricerca della pace e della libertà". 

CGIL: MOMENTO DI CORDOGLIO ALLE ORE 21. "Non ci sono parole per quanto è successo ieri al largo di Lampedusa. Un dramma che lascia sgomenti e che, con un bilancio ancora provvisorio, ci consegna oltre cento vittime, tra cui donne incinte e bambini, e più di 200 dispersi a causa dell’ennesimo naufragio di un barcone inabissatosi di fronte alla costa dell'isola siciliana. Di fronte a questo orrore non possiamo rimanere impassibili. La politica, le organizzazioni sociali, tutto il Paese debbono reagire e rivendicare iniziative da parte delle Istituzioni che prevengano ed impediscano queste tragedie. Italia ed Europa, per non dire della comunità internazionale nel suo insieme, debbono assumere urgentissime decisioni, a partire dalla necessità di creare corridoi umanitari, per non abbandonare chi cerca condizioni di vita migliori, o è in fuga da guerre e disperazione, in mano agli scafisti.

Anche il movimento sindacale, insieme alle tante forze che intendono mobilitarsi, deve attivarsi per sollecitare le risposte, necessarie e improrogabili, al problema di chi cerca rifugio e sicurezza nel nostro continente.Ma questo è anche il momento del cordoglio e del dolore. E proprio per dare testimonianza a questo cordoglio, questa sera, nella giornata del lutto nazionale, la CGIL di Parma, insieme a CISL e UIL, invita nel piazzale antistante la Camera del Lavoro, dalle ore 20 alle ore 21, tutte le associazioni del territorio, a partire dalle associazioni di migranti, le lavoratrici e i lavoratori e tutti coloro che desiderano esprimere la propria solidarietà  e il proprio sgomento, a condividere un momento di raccoglimento e di solidarietà, portando con sé una candela. Hanno già dato l’adesione ARCI, ANPI, Libera, Gruppo Consigliare PD provinciale, Associazione Il Borgo e Famija Pramzana".

BERNAZZOLI: 'UNA TRAGEDIA IMMANE'. Una tragedia immane”. Vincenzo Bernazzoli presidente della Provincia di Parma si unisce alle parole di quanti in queste ore sono inorriditi da ciò che è accaduto a Lampedusa. “E’ successo ancora. Decine di uomini di donne e bambini morti nel mare d'Italia, sulle coste della generosa Lampedusa. Una tragedia di  proporzioni sconvolgenti. Angoscia e orrore sono i sentimenti che ci assalgono. Ma questo non basta: la nostra indignazione e la nostra pietà devono diventare parola. Parola per dire basta, parola per chiedere, parola per assumerci tutti la responsabilità, parola per una nuova legislazione”. “La speranza di un vita migliore a prezzo della morte – continua -  anche di quella di alcuni giorni fa, alcuni mesi ed anni fa, non sono state sufficienti a muovere la coscienza e trasformare il dolore e la pietà di un giorno in una politica il giorno dopo. Si deve uscire dalla logica e dalle politiche di emergenza. Richiedenti asilo ed immigrati devono essere pensati come parte di programmi e progetti in cui il mondo, il nostro compreso, deve ridefinirsi”. “Milioni di persone in movimento da decenni, dai luoghi delle guerre, delle persecuzioni, della povertà, ancora nel 2013, sembrano sorprenderci, o in base alla legge italiana, essere considerati solo numeri da contenere – collude -  Questa tragedia deve diventare il punto di una partenza nuova che deve vedere l'Italia, assumersi tutte le responsabilità di un mondo nuovo che dobbiamo sapere costruire con la consapevolezza e la passione civile di tutti”.

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