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Rubbiano, il Comitato contro Laterlite spiega i risultati delle analisi

Il comitato Rubbiano per la Vita che si occupa di informare la Val Taro sui rischi ambientali chiarisce i risultati delle analisi su latte materno e carni avicole

Il comitato Rubbiano per la Vita a seguito di un convegno alla presenza di Patrizia Gentilini, una delle maggiori oncologhe europee, ha eseguito, autofinanziandosi, delle analisi di laboratorio per verificare l’impatto che il co-incenerimento di rifiuti da parte della Latertile S.p.A. per produrre argilla espansa potrebbe avere sul territorio. Di seguito è riportato il commento ai risultati delle ricerche eseguite dal Comitato.

LA POSIZIONE DI LATERLITE SPA

“Alcuni mesi fa il Comitato ha autonomamente prelevato alcuni campioni su matrici biologiche (carne avicola e latte materno), con l'intento di avere una indicazione, seppur non statisticamente significativa, delle condizioni di salute del nostro territorio, gravato da numerose sorgenti di inquinamento (stabilimenti industriali, infrastrutture viarie, ecc.). I risultati hanno evidenziato, per quanto riguarda la carne di pollo, livelli di diossina superiori a quelli ammessi dalla legislazione europea in materia di contaminanti chimici in prodotti alimentari. Quel pollo, se fosse stato prelevato dal bancone di un supermercato ed analizzato, avrebbe dovuto essere ritirato dal commercio.

Per quanto riguarda il latte materno, non esistendo una normativa specifica sui livelli di diossine, si e' verificato semplicemente che il risultato è paragonabile ai Valori riscontrati in altri monitoraggi effettuati in aree molto antropizzate ed industrializzate. Pertanto, come peraltro ribadito dal Dott. Raccanelli in un incontro pubblico tenutosi a Fornovo lo scorso giugno, i risultati delle analisi non hanno significatività statistica, per l'esiguita numerica, pero' sono un segnale che vorremmo fosse colto dalle istituzioni e organismi sanitari per approfondire le indagini e realizzare uno studio di valore scientifico sui contaminanti presenti nell'ambiente. In quest'ottica il piano di zona 2010 dell'azienda sanitaria locale (Ausl), sottoscritto da tutti i sindaci del distretto, aveva previsto la realizzazione di indagini epidemiologiche nell'area di ricaduta delle emissioni di Laterlite, ma tale attività ad oggi non e' stata realizzata e non ne conosciamo i motivi.

Riteniamo che in una situazione ambientale critica quale è la nostra, e la condizione è più in generale comune all'intera pianura padana, l'obbiettivo delle istituzioni dovrebbe essere quello di evitare di aggravare ulteriormente il quadro autorizzando impianti privati ad attività impattanti come il co-incenerimento di rifiuti speciali pericolosi. Il comitato chiede chiarezza e trasparenza, non ha obbiettivi ideologici e persegue il miglioramento delle condizioni ambientali del territorio, nell'ottica della tutela della Food Valley e delle produzioni  tipiche, oltre che naturalmente e prima di tutto della salute dell'ambiente e delle persone”.

 

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