Laterlite a Rubbiano, il Comitato: "La Provincia nega la trasparenza"

Il gruppo di cittadini che si batte contro lo stabilimento che "ogni anno brucia 65 mila tonnellate di rifiuti speciali" protesta per l'esclusione dalla Conferenza dei Servizi che deciderà sul rinnovo dell'autorizzazione

impianti

Provincia di Parma. Non solo inceneritore. Tra le scelte contestate per questioni ambientali dai cittadini e residenti all'amministrazione provinciale c'è anche lo stabilimento Laterlite di Rubbiano che, secondo i dati forniti dal Comitato Rubbiano per la Vita "ogni anno brucia 65 mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi immettendo in atmosfera 100 mila metri cubi all’ora di emissioni contenenti ossidi di azoto, metalli pesanti, diossine, ipa". I cittadini protestano per la mancata partecipazione alla Conferenza dei Servizi che dovrà stabilire il rinnovo dell'autorizzazione in scadenza.

"La Provincia nega al Comitato Rubbiano per la Vita la possibilità di partecipare alla Conferenza dei Servizi sul rinnovo dell'autorizzazione che permette alla Laterlite di Rubbiano di bruciare oli esausti ed emulsioni oleose. Purtroppo si perde una importante occasione per concedere ai cittadini la possibilità di partecipare alle scelte che riguardano il territorio e l’ambiente in cui viviamo con le nostre famiglie. Nonostante le promesse di trasparenza  la richiesta del comitato è stata respinta dall'assessore provinciale, che nella sua missiva ci ha elencato una corposa lista di norme e decreti. Nessuno ci ha invece spiegato,  perché il comitato non possa partecipare, almeno da auditore, alla procedura di rinnovo".

Ovviamente questa scelta presta il fianco alle peggiori illazioni, se non vi è nulla da nascondere, perché mai impedire la presenza di rappresentanti dei cittadini in questa sede?  La realtà è che non vi è alcun obbligo normativo, si tratta semplicemente di una volontà politica, dato che esistono molti esempi in Italia di conferenze cui  partecipano cittadini e comitati. Della trasparenza di cui troppo spesso sentiamo parlare, rimane solo il ricordo sbiadito, notiamo invece che nonostante la fiducia nei partiti sia giustamente al minimo storico, i loro rappresentanti continuano a scavare un solco sempre più profondo tra la "Casta" ed i cittadini.

Le vicende, ormai di rilevanza nazionale, che per diversi aspetti riguardano queste tipologie di impianti, come l’Ilva di Taranto ed il costruendo inceneritore di Parma, sono il paradigma di una gestione politica dell’ambiente e del territorio che sembra allontanarsi dagli interessi della cittadinanza. I partiti, attraverso le multiutilities quotate in borsa, gestiscono enormi operazioni finanziarie che hanno il loro scopo nella creazione di un business, più che nella tutela dell’ambiente o nella qualificazione dei servizi pubblici al servizio del cittadino. Il Comitato Rubbiano per la Vita è costituito da cittadini che intendono lottare per la riduzione dell'impatto ambientale prodotto dallo stabilimento Laterlite di Rubbiano, che ogni anno brucia 65 mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi.

L'autorizzazione che permette questa attività di co-incenerimento è in scadenza e la Provincia, ente capofila e responsabile del procedimento, ha convocato la conferenza dei servizi, organo composto da enti e organismi di controllo (ARPA, AUSL, ecc.) che deciderà i criteri della nuova autorizzazione. In qualità di associazione che da anni si batte su questo tema e sull’onda di un sempre maggior interesse della popolazione e della necessità di informazione, ci pareva del tutto legittima e giustificata la nostra presenza, oltre tutto, prevista dalla norma di legge.

"Il presidente Bernazzoli durante l’ultima campagna elettorale si è notevolmente speso sul tema della trasparenza,  annunciando di voler  fare del Comune di Parma “la casa di vetro”, condividiamo fortemente questo concetto ed auspichiamo  che in linea con questo indirizzo si possa rivedere una decisione che penalizza  i cittadini coinvolti in una autorizzazione che li riguarda così da vicino…"

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