Latte contaminato per il Parmigiano, Favia: "Le centrali a biogas sono le responsabili"

"L'inchiesta di Parma sul latte contaminato dimostra come la Regione, dando un via libera scellerato alle centrali a biogas, abbia contribuito in modo determinate ad avvelenare le nostre campagne. Serve un giro di vite su questi impianti"

"L'inchiesta di Parma sul latte contaminato dimostra come la Regione, dando un via libera scellerato alle centrali a biogas, abbia contribuito in modo determinate ad avvelenare le nostre campagne. Serve un giro di vite su questi impianti che continuano a spargere sostanze nocive nei campi. Veleni che poi, attraverso latte, ortaggi o formaggi, finiscono direttamente sulle nostre tavole".

E' questo il commento di Giovanni Favia, consigliere regionale indipendente, riguardo alla maxi inchiesta condotta dai Nas di Parma e che ha portato al sequestro di più di 2400 forme di Parmigiano-Reggiano dopo il ritrovamento nel latte, con cui si produceva il formaggio, di aflatossina, una tossina proveniente da un mais risultato contaminato.

"Durante l'approvazione del Piano energetico regionale cercai in tutti i modi di ostacolare la realizzazione di questi impianti ottenendo, con grande fatica, che le centrali a biomasse non fossero presenti nelle zone di produzione del Parmigiano-Reggiano. Ma, come dimostra l'inchiesta di Parma, tutto questo non basta. I foraggi con le quali si nutrono le mucche in realtà arrivano dall'intera regione, anche dalla provincia di Bologna dove  sono presenti molti impianti a biogas. Per questo bisogna al più presto cercare di limitare la nascita di queste strutture che contribuiscono in modo determinante ad avvelenare la nostra campagna. Servono più controlli ma il problema deve essere affrontato una volta per tutte all'origine". Per Favia, inoltre, il Consorzio del Parmigiano-Reggiano, a tutela dei consumatori dovrebbe escludere i foraggi provenienti da zone che possono essere contaminate da biogas. Al di là dell'inchiesta di Parma e della frode messa in piedi dalle persone indagate - conclude il consigliere regionale - l'unica certezza è che i prodotti che mangiamo rischiano di essere sempre più contaminati da sostanze tossiche".

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