Università, Sel: 'Laureati in medicina costretti a emigrare all'estero"

"Ecco la sconosciuta condizione -scrive Sel di Parma- in cui si trovano ad oggi migliaia di giovani medici in Italia, in ragione dei previsti tagli alle borse di studio necessarie per la formazione post-laurea specialistica"

"Sinistra Ecologia Libertà Parma -si legge in una nota- vuole rendere nota una drammatica e, purtroppo, sconosciuta condizione in cui si trovano ad oggi migliaia di giovani medici in Italia, in ragione dei previsti tagli alle borse di studio necessarie per la formazione post-laurea specialistica e divenute di fatto indispensabili per l’esercizio della professione medica all’interno di strutture sanitarie pubbliche e private, come riportato dal testo di legge 155/92. Come ipotizzato dal quotidiano il Sole 24 Ore, ad oggi unica testata nazionale ad essersi occupata in maniera analitica sin dal Novembre del corrente anno, si prevede che a fronte di circa 10.000 giovani medici neolaureati e abilitati saranno disponibili solamente un numero di borse di specializzazione pari a 3.100. Ciò significa che a partire da quest’anno lo Stato, contribuirà alla formazione universitaria non di giovani medici e quindi di un valore aggiunto per il nostro SSN, bensì di una nuova ed inedita generazione di oltre 7000 precari del mondo della sanità che per sopravvivere si vedrà costretta ad emigrare in altri paesi europei.

Se a questa cifra (che è del tutto parziale e orientativa) si vanno inoltre a sommare anche coloro i quali sono rimasti esclusi dalla formazione specialistica nell’anno precedente 2013-2014, che prevedeva circa 4500 borse di studio a fronte sempre di un carico di studenti concorrenti di circa 10.000, vediamo subito come questa quota diventi molto più consistente e preoccupante soprattutto se considerata come un processo esponenziale da qui a 2-3 anni. A tutto ciò, si aggiunge un conseguente sovraccarico delle strutture ospedaliere e del personale sanitario, sempre più esiguo ed incapace a far fronte ad una sempre più crescente domanda di erogazione di servizi da parte della popolazione. Stando così le cose dunque le alternative certe quindi sarebbero 2: 

1) Per i giovani laureati: la partenza inesorabile verso altri paesi europei che possano consentir loro di proseguire la loro formazione specialistica necessaria all’esercizio della loro professione, con un motivato disincentivo a tornare presso il Paese che gli ha consentito di formarsi spendendo ingenti risorse economiche e non.

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2) Per lo Stato: l’assunzione di nuovi medici specializzati dall’estero per evitare il definitivo tracollo del SSN. Noi riteniamo che si debba intervenire immediatamente a riguardo, sottoponendo la questione ai Ministri competenti, affinchè vengano scongiurate entrambe le ipotesi sopra citate, indegne di un Paese civile che pretende di sedere a fianco dei più avanzati Stati dell’Occidente. Pertanto auspica che i parlamentari del gruppo alla Camera dei Deputati ed al Senato di S.E.L si attivino rapidamente per investire il Parlamento ed il Governo della questione sollevata".

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