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Regione. Lavagetto, condannato per peculato, sostituisce Villani. Ma è 'abusivo'

L'ex assessore della Giunta Vignali, condannato a 1 anno e 6 mesi per peculato, ha sostituito l'ex consigliere in manette per Public Money. Ma il decreto anticorruzione prevede la sospensione anche per chi ha avuto una condanna

Nuova bufera per Giampaolo Lavagetto, ex assessore della Giunta Vignali travolta da diverse inchieste della Procura, condannato nel 2011 a un anno e sei mesi per peculato. Come primo dei non eletti nel collegio, ha sostituito l'ex capogruppo Pdl all'Assemblea dell'Emilia-Romagna, Luigi Villani, agli arresti domiciliari nell'inchiesta Public Money di Parma e per questo sospeso dalle funzioni di consigliere regionale in base al 'decreto anticorruzione' (dlgs 31 dicembre 2012, n.235). Lo stesso 'decreto anticorruzione' prevede la sospensione dall'incarico anche per chi ha subito una condanna, ma la procedura è di alcuni mesi, che Lavagetto trascorrerà da consigliere regionale: prima dei diversi lunghi passaggi tra Prefettura e Ministero, deve essere compiuta la proclamazione del neo consigliere, ed è quello che è successo oggi in Aula a Bologna tra le proteste, soprattutto del M5S e dell'ex grillino Giovanni Favia che sono usciti al momento del voto.

L'Assemblea legislativa ha approvato la convalida dell'elezione, ma insieme a un ordine del giorno di tutti i gruppi (tranne M5S e Favia), che sollecita la modifica delle norme per incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità, chiedendo in Conferenza delle Regioni di far riconoscere "la piena titolarità delle Assemblee legislative" nei provvedimenti "di sospensione e di decadenza" dei consiglieri. E si è espressa per modificare la legge regionale che eroga l'assegno, già dimezzato, al consigliere sospeso, "riducendone significativamente gli importi". Favia ha aggiunto: "Atti formali o meno, abbiamo la possibilità di dare un segnale, per questo non partecipo al voto". Lavagetto ha replicato ricordando che non è definitiva la condanna, per una vicenda di telefonate comunali sottratte che si è 'sgonfiata' da 90.000 a 408 euro: "aspetto l'appello da 19 mesi, e non ho alcuna interdizione ai pubblici uffici".

DE FRANCESCHI: 'NON MI ADEGUO A VOTARE UN CONDANNATO'. “Votare un condannato in primo grado in sostituzione di un altro agli arresti domiciliari? Ma stiamo scherzando? Seppur conscio del fatto che questo sia un “atto dovuto”, in quanto “conforme alla normativa vigente”, non è mia intenzione assecondare una legge sbagliata. Nulla a che fare col giustizialismo: se è vero che un condannato non è tale fino al terzo grado di giudizio, è altrettanto vero che la responsabilità personale, istituzionale e morale, passa anche attraverso il messaggio che lanciamo da quest’aula, in merito a ciò che riteniamo accettabile e cosa no.

Al di là del giudizio personale, dal quale mi astengo, riguardante il fatto che questa persona ritenga consono o meno ricoprire una carica istituzionale rappresentativa dei cittadini; e anche se comprendo che la Presidenza si sia dovuta confrontare con una normativa assurda, fatta da persone che non avevano bene idea di quello che stavano facendo, o più probabilmente fatta in maniera volutamente farraginosa per far si che vengano tutelate persone in questa condizione; io non ho intenzione di partecipare a questo “atto dovuto”.

Resta il fatto che io non ho avuto modo di accedere alla fase istruttoria, dato che com’è noto per scelta deliberata dalla maggioranza il Movimento 5 Stelle non è rappresentato nell’Ufficio di Presidenza. Pertanto, credo che la maggioranza che governa questa Regione si dovrà assumere la responsabilità di applicare questa legge. L’opposizione, in particolare il Pdl che ha per sua abitudine candidato persone indagate, si assumerà la responsabilità di questo. Per quanto mi riguarda, non ho intenzione di avallare questa nomina. E ora ditemi: chi è l’irresponsabile in questa storia?”.

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