Beni Culturali, i 250 lavoratori di Parma: "Nessun salario accessorio"

Lavoratori dei Beni Culturali sul piede di guerra in tutta Italia con una mobilitazione contro i tagli, la carenza di personale e la mancata erogazione del salario accessorio che a Parma riguarda 250 lavoratori: "Cultura messa a repentaglio"

Una mobilitazione nazionale per difendere i poli culturali dai tagli e dalla carenza di personale il messaggio della protesta sostenuta anche a Parma dai lavoratori dei Beni Culturali che stamane si sono riuniti in Piazzale della Pace. Bandiere sotto i voltoni della Pilotta accompagnano la mobilitazione di un gruppo di lavoratori sostenuti da Funzione Pubblica Cgil, Cisl Fp e Uil Pubblica amministrazione per sollevare l'attenzione su problematiche che andrebbero avanti ormai da troppo tempo.

"Uno dei principali effetti di questa situazione – sottolinea Donato Colelli, Funzione Pubblica Cgil, è la mancata erogazione del salario accessorio finalizzato a garantire le aperture straordinarie, la domenica e i festivi per consentire la massima apertura dei siti museali e far si che il patrimonio artistico e museale sia fruibile dalla cittadinanza". Il salario accessorio corrisponde ad alcune centinaia di euro mensili che possono variare a seconda del profilo professionale, una somma assente dalle buste paga da ottobre 2012 per circa 250 lavoratori di Parma. "I lavoratori dei beni culturali di Parma offrono servizi che vanno ben oltre quanto previsto, nonostante non ricevano però una fetta importante del proprio stipendio ormai da mesi, si parla di migliaia di euro. Offrono la propria professionalità con passione e con spirito di sacrificio e abnegazione nonostante ci siano vincoli contrattuali che lo impediscono perchè abbiamo sottoscritto deroghe affinchè ci sia la massima apertura di questi siti".

Altro grave problema è anche la forte carenza di personale, come sottolineato anche da Matteo Casetti Cisl Funzione Pubblica Parma, a causa della quale non si riesce a garantire la massima apertura anche dei siti presenti nella provincia di Parma. Con l'assemblea dei lavoratori e la mobilitazione, la richiesta unanime è di tutelare i poli culturali rispettando il diritto dei lavoratori di percepire l'intero salario, corrispondendo in tempo utile anche il salario accessorio e limitando i tagli con deroghe per le assunzioni di personale, in modo da consentire la massima apertura dei siti in favore della cittadinanza. "Ci sono importanti opere d'arte del Correggio e non solo, a causa di questa carenza di personale non riusciamo a garantire la piena fruizione di una forte offerta culturale. Crediamo che questo patrimonio debba essere usufruito da tutti i cittadini, i lavoratori fanno sforzi immani che vanno ben oltre i festivi previsti dai contratti integrativi pur di tenere aperti i siti, in gioco non c'è solo la situazione dei lavoratori ma il diritto dei cittadini di poter usufruire al meglio di poli culturali fondamentali per il territorio".

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