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Lavoratori della Bonatti rapiti in Libia, i sindacati: 'Non abbassiamo la guardia'

"È difficile -si legge in una nota- in un contesto estremamente delicato e complesso fare supposizioni o congetture; è evidente che occorre cautela, massimo riserbo e risolutezza per riportare a casa i quattro nostri connazionali"

Cgil Cisl e Uil di Parma unitamente ai sindacati di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil tornano ad esprimere vicinanza e solidarietà ai quattro italiani rapiti in Libia e ai loro famigliari. Purtroppo siamo a commentare fatti drammatici senza avere al momento nessuna informazione certa sui rapitori e sulle motivazioni del sequestro. Sappiamo che i quattro tecnici Italiani della Ditta Bonatti lavoravano nella zona di Mellitah vicino a Tripoli, in un territorio che, in seguito alla chiusura dell’ambasciata italiana in Libia il 15 febbraio scorso, era diventato estremamente pericoloso: per questo stupisce che i nostri connazionali non avessero la scorta armata e non sia stata presa nessuna precauzione di sicurezza nei loro confronti.

È difficile in un contesto estremamente delicato e complesso fare supposizioni o congetture; è evidente che occorre cautela, massimo riserbo e risolutezza per riportare a casa i quattro nostri connazionali. Come organizzazioni sindacali vigileremo affinché vi sia la massima determinazione e il massimo impegno delle istituzioni preposte: il ministero degli esteri, l'intelligence e gli organismi della sicurezza internazionale, per attivare tutte le leve della diplomazia internazionale affinché i quattro tecnici tornino alle loro famiglie. Rimane tuttavia la preoccupazione per i tanti lavoratori che continuano ad operare in territori pericolosi: per questo è opportuno che si attivino tutte le iniziative finalizzate a garantire la sicurezza dei nostri concittadini.

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