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Lavoratori del Regio in sciopero

Lavoratori del Regio in sciopero

Teatro Regio, presidio dei lavoratori durante il Consiglio

Lo stato di agitazione proclamato dai sindacati non cessa dopo le parole del sindaco e dell'assessore alla Cultura che avevano cercato di rassicurare gli addetti: "Nessuna assunzione"

Le polemiche sul sindaco Federico Pizzarotti e la sua giunta, ancora incompleta, non si sono certo fatte attendere. Dal giorno della sua elezione la maggioranza grillina è stata chiamata a 'difendersi' da numerose accuse ed 'insinuazioni'. Ma la giornata di domani, giovedì 5 luglio, sarà per il primo sindaco grillino eletto in un capoluogo di provincia, non facile da affrontare. I lavoratori del Teatro Regio, che hanno ribadito lo stato di agitazione annunciato ieri, porteranno la protesta direttamente in Consiglio comunale. Dalle 15.30 si terrà un presidio sotto i Portici del Grano.

Lo hanno annunciato oggi. Le polemiche sulla Fondazione Teatro Regio infatti non cessano. Da un lato il Comune di Parma ed in sindaco Federico Pizzarotti e l'assessore alla Cultura Ferraris che nella conferenza stampa di ieri rassicuravano sul futuro dell'Ente lirico, annunciando l'incontro con il Cda per la prossima settimana e l'assunzione di alcuni precari storici. Dall'altro ci sono il lavoratori e i rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl che non sono soddisfatti delle promesse della giunta e smentiscono che ci sia stata alcuna assunzione di precari storici. Su Meli non fanno sconti. E' uscito e non deve tornare. L'assessore Ferraris invece aveva lasciato le porte aperte all'eventuale ritorno sulle scene dell'ex direttore generale.
 

IL COMUNICATO DI  SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL E RSA

L'assemblea dei lavoratori del Teatro Regio di Parma ha all'unanimità votato la prosecuzione dello stato d'agitazione permanente, dichiarando l’assoluta contrarietà ad ipotesi di rientri "ponte". A tale proposito l'assemblea dei lavoratori si è ancora espressa all'unanimità in modo negativo sulla passata gestione della dirigenza e del C.d.A., che hanno lasciato il Teatro in stato di profondissima crisi.

Ad oggi, nonostante una richiesta del 9 giugno (corposa lettera congiunta), la rappresentanza dei lavoratori e le organizzazioni sindacali di categoria non sono state ancora ricevute dal Presidente della Fondazione. Il punto di vista dei lavoratori è di fortissima preoccupazione, oltre che di delusione per il metodo fin qui adottato. Ad oggi né trasparenza, né partecipazione albergano in teatro.

I lavoratori apprendono dalla stampa notizie, tra l'altro molto parziali, sulla vita della Fondazione e pertanto vigileranno sui prossimi passi del Presidente, dalla convocazione dell’Assemblea dei Soci fino alle nomine del C.d.A, per capire la vera sostanza dell'immediato futuro del principale Teatro di tradizione italiano.

A questo proposito, di concerto con le segreterie nazionali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL, le segreterie territoriali ritengono che le sorti del Teatro Regio di Parma siano sempre di più questione di valenza nazionale e come tale da presidiare.

Le organizzazioni di categoria si faranno parte attiva a tutti i livelli perché il futuro del Teatro Regio, i suoi lavoratori, precari e stabili, non subiscano gli arretramenti del vuoto decisionale di oggi.

Nella stessa assemblea è stato deciso che se non ci saranno risposte chiare sulla passata gestione e sui precari il Festival Verdi inizierà sotto i peggiori auspici: una inedita e straordinaria mobilitazione dei lavoratori del Teatro fino allo sciopero. Il Teatro regio di Parma è patrimonio della collettività e come tale merita l'abbraccio corale e sano della città di Parma.

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