Camicie azzurre in sciopero, i lavoratori Tep scendono in piazza

I lavoratori Tep in sciopero per il rinnovo del contratto nazionale chiedono a Comune Provincia di essere ricevuti: "Abbiamo tre problemi: il contratto fantasma, il ricatto del blocco cambio turni e l'appalto che scade il 31 dicembre

La  marcia delle camicie azzurre è partita da via Taro e si è conclusa in Provincia. I lavoratori della Tep hanno scioperato stamane insieme a tutti i colleghi del settore Trasporto Pubblico Locale per chiedere che il Governo si impegni a far sì che venga rinnovato il contratto nazionale fermo dal 2007. “Una situazione seria e drammatica  - afferma Paolo Chiacchio segretario generale Filt Cgil – le due associazioni che rappresentano le aziende ,Anav e Asstra, si rifiutano di sedere ai tavoli di trattativa”.

“Che sciopero è uno sciopero con le fasce garantite?” afferma un lavoratore sollevando la delicata questione dai vincoli che i lavoratori dei trasporti hanno anche quando decidono di incrociare le braccia “non creando disagio il nostro problema sarà sempre poco sentito”. Dopo il primo pit-stop in Comune la marcia procede verso la Prefettura dove è stato improvvisato un presidio in quanto simbolo del Governo nella città e poi perché come dichiarano i dipendenti Tep “questa non è più una questione che si risolve nelle aziende”.

Poi nuovamente in Comune a chiedere di essere ricevuti. Paolo Leporati segretario del sindacato autonomo Orsa entra in municipio, ma dai Portici del Grano fanno sapere che non hanno tempo per discutere con i lavoratori che si dirigono verso il palazzo della Pilotta. A ricevere la delegazione di autisti in Provincia è l’assessore Fellini il quale avrebbe parlato di prospettive future dell’azienda in vista del 31 dicembre e di voler risolvere la vicenda del blocco cambio turni per togliere dall’imbarazzo l’azienda. Basterebbe una telefonata al capo del personale, ma Fellini pare non abbia annoverato nel suo discorso questa possibilità.

Intanto in merito alla colluttazione avvenuta sabato sera tra una donna maghrebina e un autista i colleghi dell’uomo implicato nella vicenda dicono che non si tratterebbe di razzismo. Entrambi hanno riportato fratture e contusioni. Saranno gli inquirenti a sciogliere il nodo di una spiacevole vicenda che qualora dovesse rivelarsi un episodio di razzismo sarebbe un enorme spada di Damocle per l’azienda e per la reputazione dei suoi dipendenti.  

 

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