Operaia 56enne licenziata ingiustamente: il Giudice stabilisce il reintegro

Vi sono casi in cui la reintegra prevista dal famigerato articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori non risulta affatto anacronistica. Licenziata circa un anno fa, Monica C., 56 anni, operaia presso una importante azienda del nostro territorio attiva nel settore chimico, ha ottenuto una importante sentenza del Giudice

Vi sono casi in cui la reintegra prevista dal famigerato articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori non risulta affatto anacronistica. Licenziata circa un anno fa, Monica C., 56 anni, operaia presso una importante azienda del nostro territorio attiva nel settore chimico, ha ottenuto una importante sentenza del Giudice del Lavoro, che condanna l’azienda a reintegrarla nel suo posto di lavoro.

Causa del licenziamento era stato il preteso superamento del periodo di comporto di malattia, in realtà mai verificatosi dovendosi qualificare il lungo periodo di assenza come infortunio sul lavoro, e non malattia. La sentenza di reintegra giunge a ristabilire un diritto, tanto più significativo in quanto alla lavoratrice, cui mancherebbero solo tre anni per maturare il requisito alla pensione, difficilmente avrebbe potuto essere ricollocata in un altro posto di lavoro, come dimostrano i ripetuti tentativi fatti a vuoto nell’ultimo anno.

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“Non possiamo che esprimere la nostra grande soddisfazione – commenta Silvia Avanzini, della segreteria Filctem CGIL Parma – per questa sentenza, ottenuta anche grazie al prezioso lavoro Bruno Bertorelli del patronato INCA CGIL, che conferma una volta di più come, pur nelle quotidiane difficoltà e incomprensioni, il ruolo attivo e di sostegno che il sindacato è ancora capace di esercitare non meriti di essere costantemente e violentemente attaccato”.

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