Lavoro, la crisi è femminile: nei primi tre mesi del 2013 persi 398 posti

I dati relativi al primo trimestre 2013 forniti dall’Oml, l’osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Parma. 368 posti di lavoro persi riguardano la componente femminile

La conferma dei problemi emersi nel corso del 2012 ma anche il segno che il sistema produttivo parmense non si è arreso alla recessione e sta cercando di resistere con impegno. Lo sottolinea l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro Manuela Amoretti aprendo ieri l’incontro di presentazione dei dati relativi al primo trimestre 2013 forniti dall’Oml, l’osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Parma. L’analisi di Pier Giacomo Ghirardini e Monica Pellinghelli, illustrata oggi ai rappresentanti del mondo economico e sociale del territorio, evidenzia un quadro che desta certo preoccupazione ma che racconta anche dell’impegno del sistema economico a resistere.

“Si conferma pur nella difficoltà di lunga durata la caratteristica di un territorio che non vuole piegare la testa sotto i colpi della crisi che continua a darci problemi come il peggioramento della disoccupazione e il calo della domanda di lavoro. – ha spiegato Amoretti –   Insieme agli indicatori negativi vi è anche il fatto che Parma resta una provincia con indici molto al di sotto dei livelli nazionali e regionali di disoccupazione. L’export tiene e si conferma una grande risorsa. Certo i problemi ci sono e per questo è importante un intervento rapido del Governo. Per quanto ci riguarda – ha continuato l’assessore - siamo impegnati a sostenere le imprese, in particolare la loro internazionalizzazione, e le persone che hanno perduto il lavoro a entrare in contatto con le imprese, a formarsi in azienda. In questo modo cerchiamo di attenuare il disagio sociale  che è ben presente. Il tema è come ci si attrezza per resistere e prepararsi a cogliere i primi segnali delle ripresa che arriverà secondo Unioncamere nel 2014.” 

Ecco il quadro del primo trimestre 2013. Mentre, nonostante le oscillazioni, c’è una sostanziale tenuta dell’export, continua il calo produzione industriale e delle assunzioni. Dopo un 2012 che si è chiuso con la perdita di 633 posti di lavoro (la previsione era di 2000) di cui 143 nelle attività manifatturiere, nei primi tre mesi di quest’anno si registra una perdita di 398 unità (dato destagionalizzato). La crisi delle assunzioni è continuata nella meccanica generale (sia in termini congiunturali -3,2% che tendenziali -10,8%. ) anche se è stata l’industria alimentare che più ha contribuito alla diminuzione delle assunzioni - in prevalenza lavoro stagionale - nelle attività manifatturiere (-35% negli ultimi sei mesi), una flessione della domanda di lavoro che per il momento non ha comportato una rottura in un settore vitale dell’economia parmense.

Per quanto riguarda i settori, nel primo trimestre 2013, le costruzioni esprimono il record della caduta della domanda di lavoro, con una variazione negativa congiunturale (-14,7%) e tendenziale (-29,5%). Nel commercio si è aperto un nuovo fronte della crisi e le assunzioni (congiunturale -1,5% tendenziale -14,7%) sono ritornate al minimo storico raggiunto nel pieno della recessione 2008-2009. Crollano le assunzioni negli alberghi e ristoranti (congiunturale -2,6% e tendenziale -26,2%) a causa della riforma Fornero (L. 28 giugno 2012, n. 92) che porta con sé il vero e proprio crollo del lavoro intermittente.

La pesante crisi delle attività del terziario commerciale ha una conseguenza: la perdita stimata di posti di lavoro in questo primo trimestre 2013, se confermata, tutta a discapito della componente femminile (-368 unità). Lo stallo generale delle assunzioni ha fatto registrare le più gravi ripercussioni sulla componente giovanile il cui tasso di disoccupazione, già passato dal 12,3% nel 2011 al 19,2% nel 2012, si è aggravato in questo primo trimestre (-1,9% in termini congiunturali e -16,9% in termini tendenziali). In modo analogo viene colpita anche la popolazione straniera.

Da segnalare la notevole crescita della disoccupazione intervenuta, pure in provincia di Parma, nel biennio 2011 - 2012: le persone in cerca di occupazione sono passate dal livello medio annuo di 8 mila unità nel 2011 a ben 14 mila nel 2012, con un parallelo aumento del tasso di disoccupazione, dal 3,7% al 6,3%. Sono poco più di un migliaio, di cui più della metà nelle attività manifatturiere, i posti di lavoro a rischio presso le aziende che stanno facendo cassa integrazione o che sono interessate da procedure di mobilità. I Centri per l’impiego della Provincia di Parma nel 2012 hanno stipulato 25.194 patti di servizio e nel primo trimestre 2013 l’utenza non cala.
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