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TESTIMONIANZA

Le bombe, la fuga di notte con due bimbi, la paura: "Torneremo in Ucraina, ma non ora"

La storia di Alina, 24 anni da Ivano-Frankivsk: "Sono scappata mentre i russi bombardavano l'aeroporto. Adesso ho una casa a Sorbolo ma sono in ansia per i miei parenti"

Alina ha 24 anni, due figli di 2 e 5 anni. Vispi, allegri. Adam, 2 anni, se ne resta in braccio per tutto il tempo della chiacchierata. Abbraccia la mamma, purtroppo gli è toccato già vedere lo scempio di una guerra, quella che Ucraina e Russia combattono da 150 giorni esatti. Tibor è più sciolto: corre in giardino, la madre lo segue con lo sguardo. Alina ha ancora paura, normale. E' scappata di notte, dopo un bombardamento che ha colpito la zona in prossimità dell'aeroporto di Ivano-Frankivsk. E' fuggita con i due bambini passando per il confine, arrivando dalla Germania a Sorbolo.
 

Dopo tanti giorni trascorsi con l'ansia e l'apprensione per i suoi cari rimasti in Ucraina, Alina è appena più distesa ma nei suoi occhi, non tanto in quelli dei figli, si legge chiaramente la confusione e l'incertezza evocata dalla distruzione che ha colpito la sua terra. Da poco ha anche una casa, uno dei cinque nuovi appartamenti nelle palazzine di via Montefiorino, a Sorbolo, confiscate alla criminalità organizzata e messe a disposizione delle famiglie in fuga dall’Ucraina, sarà suo e dei suoi figli. Chiavi in mano, apre la porta ed entra. Casa accogliente, nuova, pulita. Una casa che però non può avere il sapore e il profumo della sua. Sa di nuovo, sa di sicuro però. 

"Appena finisce la guerra vado via, torno in Ucraina - dice Alina -. Mio marito è lì, non ha potuto lasciato il fronte. Lì ci sono ancora i miei parenti, li sento tutti i giorni. Io sono scappata per paura, per loro (indicando i figli con una mano, mentre con l'altra si tocca la fronte ndc). Quando hanno cominciato a bombardare avevo capito che non c'era più tanto da fare. Ho preso il necessario, i bimbi e quello che serviva per affrontare il viaggio. Adesso sono qui, ringrazio l'Italia e Sorbolo, il sindaco e tutti quanti hanno lavorato a questa situazione. Sento ancora i rumori e la polvere provocata dai bombardamenti, le mie sorelle e i miei genitori mi avvertono su tutto quello che succede in Ucraina. Per adesso stanno bene. Io ho solo voglia di ritrovare la serenità. Per me, per loro". Mentre segue con lo sguardo Tibor che scorrazza in giardino, un pezzo di verde che richiama alla speranza di tornare quanto possibile a sentirsi viva dentro. 

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