Legambiente, discarica in via Europa. "Il Comune faccia la sua parte"

Dradi: "Già ci sono tutti i prodromi di una discarica abusiva: abbiamo trovato sedili di macchina, poltrone, resti di bivacco con fuoco, oltre a un'infinità di plastica e a sversamenti di cemento nel letto del fiume"

Un trentina di volontari di Legambiente hanno dato vita, ieri mattina, a Puliamo il Mondo nel tratto cittadino del torrente Parma, ripulendo dai rifiuti la sponda destra del greto dal ponte Verdi al ponte Nord. Un paio di scarponi da sci l'oggetto più curioso che è stato ritrovato, tra cumuli di abbigliamento usato e altri rifiuti domestici (tra cui un forno microonde, bilance e due ferri da stiro, all'apparenza ancora buoni). Recuperate anche un paio di biciclette evidentemente rubate che però inservibili erano state gettate in mezzo al letto del fiume, ora asciutto. Sotto un'arcata del ponte delle Nazioni e anche sotto il ponte della ferrovia sono state raccolte, in sicurezza, alcune decine di siringhe monouso, utilizzate da tossicodipendenti.

I volontari di Legambiente hanno anche tappezzato la zona di viale Toschi di cartelli con l'invito a non gettare rifiuti nel torrente, un malcostume all'apparenza inarrestabile, ed hanno riparato alla bell'e meglio la plancia descrittiva della natura del torrente, posta sul ponte Verdi ma ridotta a brandelli con pericolo per i passanti. In attesa di un intervento risolutivo del Comune, i volontari hanno incollato sopra un'altra plancia simile che era stata divelta e recuperata a suo tempo da Legambiente. 

Una situazione di crescente degrado è stata scoperta da Legambiente in viale Europa, nello spiazzo inghiaiato che fino a pochi mesi fa ospitava macchinari e attrezzi del cantiere della stazione e che ora è a libero accesso e sta diventando, purtroppo, luogo di abbandono rifiuti e sporcizia. "Lo stato del greto in via Europa è preoccupante - dice Francesco Dradi, presidente di Legambiente Parma - dopo la chiusura del cantiere è diventata una terra di nessuno, a facile e libero accesso automobilistico. Definiamo questa situazione di pre-allarme e chiediamo un intervento urgente da parte del Comune e di Aipo per regolamentare la zona.

Già ci sono tutti i prodromi di una discarica abusiva: abbiamo trovato sedili di macchina, poltrone, resti di bivacco con fuoco, oltre a un'infinità di plastica e a sversamenti di cemento nel letto del fiume, dovute probabilmente a lavaggio senza scrupoli di betoniere. Al di là degli aspetti sociali tutto questo incombe sull'ecosistema fluviale e sulla qualità dell'ambiente". "Speriamo che questo nostro segnale sia raccolto e non ignorato, come successe l'anno scorso - prosegue Dradi - Anche dodici mesi fa abbiamo pulito un tratto della Parma e segnalammo che dopo il ponte delle Nazioni c'erano accampate due persone, con cumuli di rifiuti. Oggi quei rifiuti erano ancora lì. Dal Comune non abbiamo mai avuto risposte, mentre Aipo dopo lo sfalcio del mese scorso, si è limitata ad una pulizia superficiale delle zone centrali. Non vorremmo assistere ora, per via Europa, ad un balletto di responsabilità".

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"Al sindaco Pizzarotti chiediamo inoltre che il Comune faccia la sua parte - conclude il presidente di Legambiente - e non aspetti sempre i cittadini di buona volontà. Il cartello rotto sul ponte Verdi aspettava un intervento da qualche mese. La zona della pensilina di via Toschi è sempre a rischio degrado. Crediamo che possa bastare poco: una diversa sistemazione dei cestini e un intervento sociale, verso i tanti giovani che frequentanol'area, per spiegare loro, quantomeno, di non gettare rifiuti nel fiume. La proposta di Legambiente è di convertire le sanzioni delle ordinanze anti-bivacco da pena pecuniaria a "ore" di impegno sociale e ambientale per tenere pulita la città: operando in modo inclusivo e non punitivo si potrebbero ottenere risultati più efficaci, a nostro avviso".

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