Tortura, legge bocciata. Rossi del Ciac: "I rifugiati non sono tutelati"

Emilio Rossi del Centro Immigrazione e Asilo di Parma sulla mancata approvazione della legge, passata all'unanimtà in Commissione Giustizia: "Aver subito torture non è un elemento sufficiente per chiedere asilo"

La tortura non è reato. Almeno in Italia. Nonostante gli accordi firmati nel 1988, con la ratifica della Convenzione Onu contro la tortura e i trattamenti e le punizioni crudeli, inumani o degradanti, l’ordinamento del Belpaese non riconosce questo tipo di reato. Approvato all’unanimità in Commissione Giustizia il ddl che avrebbe permesso l’introduzione della tortura nel codice penale italiano è stato bocciato a settembre  in Senato da Lega e PDL.

“Aver subito torture in Italia non è un elemento sufficiente per chiedere asilo politico, – afferma Emilio Rossi presidente del Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione internazionale di Parma – è solo un qualcosa di accessorio che non giustifica per il nostro ordinamento il timore di tornare nel proprio Paese d’origine. Ciò che emerge da questa vergognosa bocciatura è l’indifferenza verso i diritti umani e il diritto internazionale. Una scarsa considerazione che si riflette sul diritto d’asilo. I rifugiati vittime di tortura in Italia non sono tutelati, ma considerati alla stregua degli altri, così che essendo il sistema d’accoglienza estremamente esiguo questi si ritrovano a dormire in strada. All’addiaccio. Così chi fugge dalla tortura si ritrova in Italia a vivere una situazione altrettanto violenta”.

CASSON_: "NESSUNA VOLONTA' DI APPROVARLA". “Non c’è nessuna volontà da parte del centrodestra di approvare questo testo” denuncia il primo firmatario, l’onorevole Felice Casson. “Dopo cinque minuti in aula – continua –  hanno iniziato a presentare emendamenti già ampiamente discussi. Si pensa sia un delitto contro le forze dell’ordine, mentre invece permetterebbe di allontanarne le mele marce. Certo avevamo previsto un aggravante se il reato fosse inflitto da un pubblico ufficiale, ma la tortura può avvenire in qualsiasi ambiente dalla famiglia alle caserme. Il silenzio del ministro della Giustizia è vergognoso”.

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