Tortura, Soliani: "Legge bloccata al Senato, è una vergogna"

L'onorevole parmigiana parla del ddl non approvato in Senato: "Siamo inadempienti. Non possono bastare cavilli e argomenti di basso calibro, per impedire che in Italia vengano rispettati i diritti umani"

“Ore di vera e propria vergogna”. La senatrice Albertina Soliani del Pd di Parma descrive con queste parole la due giorni di discussione in Senato per l’approvazione di un testo di legge, già votato all’unanimità in Commissione Giustizia, che inserisca nell’ordinamento italiano il reato di tortura. L’Italia dal 1988, quando ratificò la Convenzione Onu contro la tortura e i trattamenti e le punizioni crudeli, inumani o degradanti, è invitata ad adeguare il diritto penale in materia, ma finora nulla è stato mai approvato dalle Camere. Ad un passo dal traguardo, dopo i lavori della Commissione Giustizia, la legge non è stata approvata per i voti contrati di Lega e Pdl.

''VIOLANO I DIRITTI UMANI'. “E’ una vergogna –ripete la senatrice – perché si tratta di diritti umani. Non prevedere una pena per il reato di tortura è intollerabile in un Paese che si ritiene civile. È un provvedimento indispensabile. Purtroppo la composizione del Parlamento è ancora uguale a quella del 2008. Il centrodestra ha la maggioranza. Lega e Pdl hanno votato contro il testo della Commissione Giustizia adducendo motivazioni di ordine pubblico e sicurezza. Sicurezza… È assurdo! I casi in cui le forze dell’ordine hanno mancato di rispetto, violando i diritti umani sono numerosi. I più lampanti? La scuola Diaz, il caso Cucchi, l’eccidio di Aldrovandi .

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'SIAMO INADEMPIENTI'. "Uomini nudi a terra in una cella, - continua la Soliani – in isolamento. È una forma punitiva anticostituzionale. Conosco bene i carceri italiani, queste sono le condizioni degradanti in cui spesso si ritrovano i nostri detenuti. Subiscono comportamenti che ledono la persona. Abbiamo bisogno di norme che impediscano di fare violenza fisica e psichica a chi si trova di fronte alle forze dell’ordine, a chi è in stato di arresto nei penitenziari, o a chi si trova nelle peggiori delle nostre strutture: gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Siamo inadempienti. Non possono bastare cavilli e argomenti di basso calibro, per impedire che in Italia vengano rispettati i diritti umani”.
 

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