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Legionella, batterio trovato in un'abitazione

E’ confermata l’assenza di contaminazioni nella rete dell’acquedotto: batterio presente anche in tre siti con torri di raffreddamento

Sono stati illustrati oggi, durante la riunione dell’Unità di crisi istituita dalla Regione, i primi risultati delle analisi ambientali effettuate nel corso delle ultime settimane. Si tratta di 90 campioni sui 180 raccolti. E’ confermata l’assenza di contaminazioni nella rete dell’acquedotto. Sono risultati invece positivi alla Legionella un’abitazione (riscontrata Legionella pneumophila di siero gruppo 3) e tre siti (Legionella pneumophila di siero gruppo 1 e 8) con torri di raffreddamento, già messe in sicurezza, bonificate o spente. Questi siti saranno resi noti non appena gli esiti delle analisi verranno ufficializzati ai titolari delle strutture.

Le analisi cliniche non ancora hanno consentito di identificare il ceppo umano epidemico, cioè di isolare e tipizzare geneticamente il germe responsabile, così da individuare - incrociandolo con quelli trovati nei campioni ambientali - la probabile fonte di contagio. Infatti su 22 colture batteriche 13 sono concluse. In nessuna di queste sono stati trovati batteri vivi (o ancora vivi) di Legionella, e questo ha impedito la raccolta di materiale genetico, così da consentire un confronto con le Legionelle riscontrate nei campioni ambientali.

Gli esperti hanno ribadito che occorrerà attendere tutti i risultati definitivi. Hanno ricordato, inoltre, che nella letteratura scientifica sono comunque riportati numerosi altri casi di epidemia dove non è stato possibile identificare con certezza la fonte e la causa del contagio.
Sono trascorse, intanto, quasi due settimane dall’ultimo caso riconducibile all’epidemia da Legionella a Parma: è stato segnalato il 15 ottobre e si riferisce a una persona che ha avuto i primi sintomi il 9 ottobre.

L’andamento della curva epidemiologica, affermano gli esperti dell’Unità di crisi, indica che l’evento può ritenersi sostanzialmente concluso: secondo le indicazioni scientifiche internazionali, infatti, si può decretare definitivamente terminata un’epidemia dopo che è passato un periodo di tempo pari a due volte il tempo di incubazione massimo (nel caso della Legionella, 10-14 giorni), senza che si verifichino altri casi riconducibili al focolaio.

“Abbiamo seguito da subito, costantemente e con la massima attenzione l’evolversi della situazione, mettendo in campo tutte le azioni necessarie per risolvere tempestivamente l’epidemia- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi- . Possiamo considerare conclusa l’emergenza del quartiere Cittadella. L’attenzione però resta alta: abbiamo già dato disposizioni a tutte le Aziende sanitarie della regione per rafforzare, da subito, gli interventi di controllo perché vengano rispettate le Linee guida, nazionali e regionali, per la prevenzione della Legionellosi”.

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