menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Emergenza legionella, le voci di via Montebello dopo l'incontro pubblico

Abbiamo intervistato alcuni cittadini del quartiere, viaggio tra dubbi e paure: "Non è arrivata nessuna comunicazione porta a porta, ci siamo informati tramite i giornali online"

Emergenza legionella. La sera del 6 ottobre si è tenuto l'incontro pubblico presso l'Auditorium della scuola Don Milani in via Montebello, alla presenza del sindaco Federico Pizzarotti, dell'Ausl, dell'Iren e di tutti i soggetti coinvolti. Tantissimi cittadini si sono ritrovati nella sala, tanto che i posti non sono stati sufficenti per tutti: all'inizio dell'incontro c'è stata qualche polemica poichè è stato chiesto ai cittadini di uscire. Il giorno dopo l'incontro i cittadini di via Montebello, che abbiamo intervistato, hanno pareri contrastanti: per alcuni l'informazione è stata corretta, altri sono preoccupati, per altri ancora il sindaco "ha cercato di non creare allarmi". 

"Non ero all'incontro ma sono soddisfatto delle informazioni ricevute fino ad oggi, non ho niente da criticare. Abbiamo avuto tutte le informazioni". E' questa l'opinione del primo cittadino che abbiamo intervistato.

"Siamo state all'incontro di ieri sera" ci racconta una ragazza che stava per entrare al lavoro. "Diciamo che ha chiarito alcuni punti, anche se ne restano alcuni da chiarire, le risposte mi auguro arriveranno nei prossimi giorni quando ci saranno i risultati delle analisi e degli accertamenti su queste famose torri di evaporazione. Le informazioni sono arrivate, ormai si sanno già da diversi giorni, più tramite i mezzi di informazione che altro. Non c'è stato nessun avviso capillare in zona, a parota a porta non è venuto nessuno. Questo tipo di comunicazione non c'è stata".

"Penso che hanno dato abbastanza informazioni - ci dice una donna di 40 anni- ma sono un pò preoccupata perchè non ci siamo ancora saltati fuori e mi dispiace per le persone che sono finite in ospedale. Ho visto direttamente in ospedale una persona. Siamo stati avvisati di non stare molto vicino al vapore e mi hanno detto che l'acqua tiepida è ancora più pericolosa"

"Non ero presente all'incontro - ci racconta la titolare di un negozio in via Montebello- vedo che la gente è preoccupata e diverse persone chiedevano a me le informazioni, io non sono le autorità preposta. Io abito poco distante dal quartiere: il porta a porta non c'è stato, io ho letto le informazioni sui giornali on line, sento un pò di acredine della cittadinanza, non mi sento di incolpare le istituzioni. Prima bevevo l'acqua del rubinetto, ora non la bevo più e mi porto la bottiglietta: non sono allarmata ma con le orecchie tese".

"L'impressione è che il sindaco -ci racconta un uomo di mezza età - non volesse creare troppi allarmismi se no rischiamo di riempire gli ospedali in qualche giorno, staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni. L'informazione è stata abbastanza completa". 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Aeroporto: da Parma nuovi voli verso Olbia

Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Coronavirus, a Parma quasi 100 casi ma ci sono 7 decessi

  • Cronaca

    Vendeva cocaina in strada, arrestato nigeriano

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ParmaToday è in caricamento