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L'inceneritore puzza di bruciato: ora il sindaco chiede spiegazioni a Iren

Vignali ha inviato una lettera contenente dieci richieste principali su gestione e smaltimento rifiuti. L'investimento totale ha subito un incremento di più del 10%: "Evitare che i costi si riversino sui cittadini"

Una lettera contenente dieci richieste è stata inviata dal sindaco Vignali ad Iren, e per conoscenza a Vincenzo Bernazzoli, sulla questione del termovalorizzatore di Ugozzolo. Il primo cittadino chiede garanzie, in particolare sulla quantità e sulla provenienza dei rifiuti, sulle emissioni e smalitmento di alcuni materiali come plastica, ferro e fanghi. Vengono richieste garanzie nel monitoraggio dell’inquinamento e nella ricerca della migliore tecnologia per raggiungere il massimo della tutela ambientale.

"Innanzitutto il primo tema da chiarire è quello della provenienza e della quantità dei rifiuti da smaltire nell’impianto, per questo Iren dovrà assicurare la massima garanzia sulla provenienza dei rifiuti, che dovranno restare di esclusiva derivazione provinciale, mentre sulla quantità da smaltire non devono essere ammesse deroghe a quanto prescritto”.

Altra preoccupazione riguarda la cifra dell’investimento complessivo previsto che pare aver subito “un incremento passando da 175 a 193 milioni, cioè il 10 per cento in più , a questo punto occorre un impegno per evitare che i costi possano riversarsi sulla tariffa a carico dei cittadini”.

Tra i rilievi mossi dal sindaco anche l’intenzione di Iren di realizzare l’impianto di preselezione solo dopo aver ultimato l’impianto di termovalorizzazione. Una decisione che Vignali ritiene discutibile perché lascia aperta la possibilità che “sia necessario importare rifiuti da altre provincie, per sopperire alla mancanza dei scarti da attività di recupero. Tale impianto andrebbe eventualmente realizzato subito”.

Il sindaco poi chiede alla multiutility l'impegno nel prevedere un impianto di recupero dell’organico come fertilizzante, oggi non contemplato all’interno del Polo.

Alla luce del fatto che la normativa europea va nella direzione di una lavorazione dei fanghi, piuttosto che di una loro combustione, il sindaco chiede “se è possibile prevedere un trattamento con biodigestori anziché provvedere alla termovalorizzazione dei fanghi stessi”.

Preoccupazione viene espressa anche verso l’abbattimento dei fumi, il monitoraggio delle nano polveri, mentre auspica un sistema di controllo in continuo delle diossine, alla luce anche delle innovazioni tecnologiche, non previste dal Polo, che consentono di raggiungere migliori performance di tutela ambientale.

Sul recupero dei materiali, Vignali chiede garanzie sulla chiusura completa del ciclo: “Ribadisco la necessità di operare il recupero integrale delle scorie (ferro, metalli non ferrosi, oltre che delle ceneri volanti, che data la loro pericolosità devono essere inertizzate)”.

Nello studio di impatto ambientale, al contrario di vetro, alluminio e ferro che invece rimangono costanti, sono diminuite le stime di riciclo della plastica. E questo al sindaco non va bene: “Considerando che la plastica può essere riciclata e trasformata, chiedo uno studio di fattibilità per la realizzazione di un impianto che tratti parte dei rifiuti in plastica mediante estrusione. In modo da diminuire il più possibile la combustione di plastica”.

Infine il sindaco invita Iren a sostenere l’Amministrazione nell’obiettivo del livello di raccolta differenziata del 70% entro il 2020 “attraverso la massima domiciliarizzazione della raccolta e l’introduzione della tariffa puntuale”.
 

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