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I lavoratori della Filcams Cgil in corteo

I lavoratori della Filcams Cgil in corteo

Liberalizzazioni, Coop Nordest: i lavoratori in stato di agitazione

Già a partire dalla prima festività del 2 giugno i sindacati provinciali del commercio hanno proclamato il blocco degli straordinari e delle flessibilità dopo la rottura delle trattative sul lavoro domenicale

Stato di agitazione e blocco degli straordinari. A partire già dalla prima festività di sabato 2 giugno. E' quanto deciso a Parma dai sindacati provinciali del commercio dopo la rottura delle trattative con la Coop Nordest, in seguito all'entrata in vigore della liberalizzazione degli orari del commercio. La possibilità quindi di tenere aperti i negozi anche i gioni festivi. L'agitazione, fanno sapere i sindacati, proseguirà finchè l'azienda non mostrerà la volontà di trattare sulle richieste di applicare le maggiorazioni per i festivi previste dal contratto integrativo.

"Dopo l’entrata in vigore della liberalizzazione degli orari del commercio – denunciano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Parma -, Coop Nordest aveva comunicato un calendario di aperture molto esteso, fino a 40 domeniche di apertura per negozi che a stento in passato aprivano a dicembre oltre all’apertura addirittura nella festa del due giugno. Dopo quasi tre mesi di difficile trattativa, il 22 maggio purtroppo si è arrivati alla rottura perché la cooperativa non ha dato sufficienti disponibilità sulle maggiorazioni per il lavoro domenicale (pretende di passare dal 135% al 35% per le prime sei domeniche, al 50% dalla settima a condizione che il lavoratore ne lavori almeno dieci e al 60% solo dalla ventiduesima)".

"L’azienda non ha dato disponibilità -.proseguono i sindacati- nemmeno sui temi dell’organizzazione del lavoro e degli incrementi di organico, temi non meno importanti del precedente a causa del continuo peggioramento degli orari per i lavoratori. I sindacati contestano innanzitutto la modalità con cui la dirigenza della cooperativa ha affrontato il percorso negozile, dichiarando di essere favorevole alle liberalizzazioni fatte dal governo e decidendo unilateralmente di non applicare più le maggiorazioni previste dal contratto integrativo. Le liberalizzazioni infatti non stanno dando alcun risultato ma anzi provocano ulteriori costi che l’impresa tenta di scaricare sui lavoratori e le lavoratrici. A questo proposito, i sindaacati provinciali di categoria hanno anche richiesto di avere un confronto costante sui fatturati delle domeniche, ma in trattativa non è stato fornito nessun dato".
 

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