Liceo Sanvitale, la protesta dei docenti: "No ad un'ulteriore sede distaccata"

Per l'anno scolastico 2014/2015 gli iscritti al Liceo delle Scienze Umane superano i 1.000 e l sede di Piazzale San Sepolcro è insufficente per svolgere le attività scolastiche

Liceo delle Scienze Umane 'Albertina Sanvitale'. I docenti protestano per "i numerosi disagi" provocati dal fatto che, già dal settembre 2010 alcune classi sono state dislocate in Borgo San Giuseppe. Per l'anno scolastico 2014/2015 gli iscritti al Liceo delle Scienze Umane superano i 1.000 e l sede di Piazzale San Sepolcro è insufficente per svolgere le attività scolastiche. 

LA LETTERA DEI DOCENTI. Noi docenti del Liceo delle Scienze Umane “Albertina Sanvitale” di Parma, con la presente, intendiamo rilevare non solo la problematica situazione affrontata dal personale scolastico e dall’utenza del liceo nel corso dell’anno scolastico appena concluso, ma ancora di più intendiamo sottolineare, alla luce dei recenti aggiornamenti, la insostenibile situazione che si profila per il prossimo anno scolastico. Nel corso degli ultimi 5 anni il Liceo “Sanvitale” ha visto un aumento considerevole e progressivo dei propri iscritti, che per l’a.s. 2014-15 supereranno le 1000 unità, e per cui la sede di P.le San Sepolcro è risultata insufficiente ed inadeguata alle nuove richieste.

Già nel settembre 2010 alcune classi erano state dislocate in Borgo San Giuseppe; ma questo distaccamento, seppure in zona centrale, non garantiva a docenti e studenti le stesse risorse presenti in sede centrale. Negli ultimi due anni l’incremento progressivo degli iscritti ha provocato una ulteriore "distribuzione” in un'altra sede, per cui la dislocazione delle classi distaccate nell’a.s. 2013-14 era la seguente: 8 classi in Borgo San Giuseppe, sede priva di aula docenti e spazio per ricevimento genitori; 2 classi “quasi confinate” presso l’Istituto “Melloni” all’interno di un’ala ospitante anche altre classi del Liceo Scientifico “Ulivi”. 

Studenti e studentesse, docenti e personale scolastico, genitori degli studenti hanno affrontato con “notevole spirito di adattamento e sopportazione” i numerosi disagi ed inconvenienti derivanti da tale distribuzione, in primis il notevole dispendio di risorse, tempo, energie per l’eccessivo monte ore di trasferimenti dei docenti da una sede all’altra: 50 insegnanti su 68 avevano almeno una classe fuori sede; 86 sono state le ore impiegate, complessivamente, ogni settimana per i trasferimenti da una sede all’altra per un totale annuo di oltre 2900 ore. Molto complessa è stata in questi ultimi anni l’elaborazione dell’orario delle lezioni dovendo coniugare criteri didattici a criteri logistici fra cui il trasferimento e l’utilizzo delle palestre, dislocate in altri luoghi rispetto alle classi; ulteriori difficoltà sono state riscontrate nella progettazione e realizzazione di attività didattiche di progetto che, coinvolgendo più classi in sedi diverse, hanno richiesto numerosi spostamenti di studenti e docenti. Inoltre, ma non meno rilevante, è stata l’inadeguatezza o addirittura la mancanza di locali per le attività didattiche a piccoli gruppi, per le attività con gli insegnanti di sostegno e anche per colloqui riservati con i genitori.

Tutte queste difficoltà o disagi sono stati affrontati e parzialmente accettati nella speranza di tempi migliori; nel frattempo la Dirigenza del Liceo “Sanvitale” ha più volte sottoposto la questione ai soggetti preposti e competenti, sollecitando una adeguata presa in carico del problema. Ma alla luce dei fatti, di fronte ad un ulteriore aumento delle classi per l’a.s. 2014-15, la risposta è stata deludente: un’altra sede distaccata (la terza)! Per cui 8 classi sarebbero distaccate in Borgo San Giuseppe, 3 classi sarebbero dislocate presso l’Istituto “Rondani” e altre 3 classi presso il Liceo Classico “Romagnosi”presso il quale sembrerebbero peraltro disponibili solo aule di capienza ridotta (massimo 15 persone), mentre le classi del “Sanvitale” sono mediamente di 26 studenti.

A questo punto riteniamo utile e doveroso sviluppare alcune considerazioni. Riteniamo che il Liceo “Sanvitale” in questi anni abbia saputo rispondere adeguatamente alle richieste di una popolazione scolastica sempre più numerosa e varia, accettando la sfida della complessità e della flessibilità, ma tenendo saldi alcuni valori pedagogici fondanti: l’inclusione, la collegialità, il confronto e la collaborazione. Consapevoli del ruolo educativo, sociale, politico, culturale che ogni scuola svolge, siamo stati capaci di rispondere a “ondate” di studenti provenienti da altre scuole (75 richieste nel 2013) che chiedevano un ri-orientamento, i cosiddetti passaggi anche ad anno scolastico iniziato da mesi. E, anche se questo ha aumentato spesso il numero degli studenti per classe, abbiamo risposto positivamente a questa esigenza/emergenza formativa, in realtà al diritto all’istruzione,proprio per “non lasciar fuori nessuno”, per garantire l’esercizio di un diritto.

Sottolineiamo inoltre come il “Sanvitale” a Parma sia un liceo capace di accogliere tra i propri studenti tanti ragazzi e ragazze diversamente abili. Abbiamo creduto e crediamo, infatti, che la valorizzazione delle diverse abilità sia un dovere pedagogico oltre che un valore etico e civico che rende la Scuola la Istituzione volta a promuovere il progresso sociale e culturale. Ci siamo quindi impegnati nella personalizzazione dei percorsi formativi per studenti con Bisogni Educativi Speciali.

Dobbiamo però constatare che di fronte all’impiego di tante energie e fervore pedagogico non c’è stato un adeguato riconoscimento da parte di chi di dovere. Se riteniamo doveroso il nostro impegno professionale, riteniamo infatti altrettanto doveroso da parte degli Enti preposti, garantire condizioni di lavoro che non siano di ulteriore aggravio o ostacolo per il personale scolastico, per gli studenti e le studentesse, per le loro famiglie. La distribuzione delle classi in più sedi avrà inevitabili ricadute negative sull’azione didattica in quanto per esigenze di orario dovrà essere spezzata la continuità didattica del docente sulle classi, mentre per anni è stato rispettato il criterio della continuità in quanto favorisce l’instaurarsi della relazione educativa che agevola e sostiene il rendimento scolastico e quindi il successo formativo. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che dietro i numeri, le percentuali e le medie, si snodano e si intrecciano le vite degli adolescenti, le loro relazioni con compagni e professori, i loro percorsi di formazione, le esperienze quotidiane, irripetibili, di vita sociale, anni cruciali di vita ai quali andrebbero rivolte maggior attenzione e risorse adeguate, soprattutto da parte del mondo politico.

Per concludere, noi docenti del Liceo delle Scienze Umane “Sanvitale” riteniamo che non sia razionalmente giustificabile né accettabile la soluzione di un’ulteriore sede distaccata per i motivi precedentemente descritti in questo documento. Suggeriamo pertanto, quale criterio metodologico, la ricerca di una soluzione alternativa concordata fra tutte le scuole e le istituzioni coinvolte e soprattutto una soluzione a lungo termine, lontana da miopi logiche di potere o da “rivalse competitive”, perché la scuola qualunque nome abbia, è un Bene Comune". 

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