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Cronaca

Due fratelli trovano 47 milioni di vecchie lire nell'armadio del nonno ma la banca nega il cambio in euro

Protagonisti due parmigiani. I funzionari: impossibile la conversione trascorsi dieci anni dall'entrata in vigore dell'euro. Gli avvocati: "Il termine decorre da quando il soggetto può far valere il proprio diritto"

Trovano 47 milioni di vecchie lire in banconote, nascosti in un armadio del nonno. I fratelli Maria Delpiano e Stefano Delpiano, rispettivamente classe 1972 e 1977, di Parma, hanno cercato di convertire in euro la somma ma si sono sentiti rispondere picche. Un altro caso giudiziario a Parma (pronta la causa) dopo quello di una signora di 85 anni che qualche giorno fa aveva scoperto di essere l'unica erede di uno zio deceduto, destinataria di una somma pari a 480 milioni di vecchie lire, che la banca non aveva voluto convertire in euro.

I due hanno inizialmente contattato la Banca d'Italia per chiedere informazioni per effettuare il cambio ma la risposta è stata secca: non era più possibile trascorsi dieci anni dall'entrata in circolazione dell'euro (2002). Si sono rivolto quindi a un'associazione  (www.associazionegiustitalia.it) - che si occupa, tra le altre cose, a livello nazionale ed internazionale della conversione lire/euro - per ottenere il cambio forzosamente tramite una richiesta di conversione avanzata davanti al Tribunale Ordinario.

Al livello legislativo – sostiene l'Associazione - questa è l'attuale situazione normativa/giurisprudenziale in Italia cronologica: "Il 28 febbraio 2002 le banconote e le monete in lire hanno cessato di avere corso legale. Il termine ultimo per la conversione delle banconote in lire non prescritte era fissato al 28 febbraio 2012. Il 6 dicembre 2011 il legislatore ha anticipato la prescrizione delle lire dal 28 febbraio 2012 al 6 dicembre 2011, con decorrenza immediata. Il 7 ottobre 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma, nella parte in cui disponeva l'anticipazione della prescrizione delle lire rispetto al termine originario. Il 21 gennaio 2016 il Ministero dell'Economia e delle Finanze, nel dare esecuzione alla sentenza della Corte Costituzionale e al fine di garantire certezza e trasparenza alle operazioni di conversione, ha previsto l'onere, a carico del soggetto che richiede la conversione, di dimostrare di aver presentato la richiesta di cambio delle lire tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, specificandone l'importo. Il 22 gennaio 2016 le filiali della Banca d'Italia aperte al pubblico hanno iniziato a effettuare le operazioni di cambio delle lire nel rispetto delle istruzioni impartite dal Mef".

 Le operazioni di cambio eseguite nel periodo 22 gennaio 2016 - 31 maggio 2021 sono state 263, per un importo complessivo di 2.661.596,96 euro. "A tutto questo va aggiunta la corrispondenza tra il Governatore della Banca d’ Italia Ignazio Visco e l’allora Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo   Padoan, in cui si ipotizza una riapertura dei termini". 

E oggi, "anche se (con questi riferimenti normativi) attualmente in Italia esiste una prescrizione ordinaria decennale per l'esercizio dei diritti di credito (come sostiene Bankitalia) - prescrizione che non esiste in tutti gli altri Paesi della Comunità europea dove è ancora possibile “cambiare” in euro l'ex moneta nazionale - è altrettanto vero che il termine iniziale dei dieci anni decorre da quando il soggetto può far valere il proprio diritto (art. 2935 c.c.), quindi nel caso di specie dalla data di ritrovamento delle banconote, ritrovamento che risale a poco tempo fa".

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