Materne, il Comitato Famiglie: "Pizzarotti non ha un minuto per risponderci"

"Dopo le affermazioni della Signora Paci, non possiamo tacere: parlare di 950 bambini in lista d’attesa con un generico rimando a Dicembre senza indicare azioni"

Il Comitato Famiglie di Pama interviene sulla questione delle liste d'attesa per le Scuole dell'Infanzia e Materne. "Nel nostro ultimo comunicato, il 26 Giugno scorso, commentando le dichiarazioni del Vice Sindaco Paci, ci rallegravamo del fatto che fosse stata riservata grande attenzione al tema delle liste d’attesa nelle Scuole delle Infanzia e Materne e rimandavamo un giudizio a Settembre quando le liste sarebbero state definitive.
 
Oggi, però, dopo le affermazioni della Signora Paci, non possiamo tacere: parlare di 950 bambini in lista d’attesa con un generico rimando a Dicembre senza indicare azioni o idee per abbattere le liste d’attesa, suona come una pesante “campana a morto” per le speranze di 950 famiglie di aver accesso a servizi pubblici fondamentali.
 
In questo frangente le famiglie, già provate da una situazione economica generale difficile, tartassate da aumenti significativi in tutti i servizi, private di uno strumento di riequilibrio della tassazione come il Quoziente Parma, sono costrette a inventarsi soluzioni di fortuna per poter “piazzare” i figli a destra e a manca, arrivando, in alcuni casi, ad abbandonare il lavoro per poter stare con i propri bambini. E non possiamo tacere quando vediamo il Sindaco che si lamenta della politica nazionale e dice di ricevere lettere da giovani che perdono il lavoro; peccato che poi non trovi un minuto per rispondere alle famiglie in cui una madre rinuncia al lavoro perché il figlio non trova posto in una scuola materna o perché il costo di un Nido raggiunge quasi uno stipendio intero.
 
Tutto questo mentre non ci sono passate inosservate le notizie estive di un “investimento” da 300.000 Euro in una non meglio precisata “ristrutturazione” del Campo Nomadi o di 125.000 Euro per ripianare le perdite del Collegio Europeo delle cui attività pochissimi cittadini beneficiano; cifre che da sole valevano il ripristino del Quoziente Parma o un terzo dell’intero aumento delle rette delle materne. O che potevano essere reinvestite per convenzioni o altro per poter incrementare l’offerta di posti ed abbattere le liste d’attesa; perché è evidente che queste liste non si abbattono da sole e la politica è chiamata a dare delle risposte, porre in essere iniziative, non solo limitarsi a “dare dei numeri”.
 
Un’Amministrazione ha l’obbligo e il diritto di fare delle scelte sulle priorità su cui allocare le risorse; dopo un anno e passa di governo della città, dobbiamo purtroppo prendere atto che le politiche familiari non rappresentano una priorità per l’Amministrazione Pizzarotti". 

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