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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Lo "sciamano" che aggredì un cliente al Fidenza village indagato per bancarotta

Il ristoratore 51enne è accusato di aver distratto 120mila euro dalle casse di un centro benessere. La difesa: lui innocente, i conti dell'attività svuotati da altri

Nuovi guai per Hermes Ferrari, 51enne di Scandiano, salito agli onori delle cronache, negli scorsi mesi, come lo "sciamano" dopo essersi recato a Roma per protestare insieme ad altri commercianti contro le chiusure per la pandemia ed essersi incatenato a una transenna a Montecitorio con il volto dipinto e indossando un copricapo da vichingo. Sarebbe infatti indagato per bancarotta dalla procura di Modena con l’accusa di aver distratto 120mila euro che erano nelle casse di un centro benessere della città, che ha gestito per circa cinque anni prima di fare il ristoratore. Un’attività che poi era fallita.

Ferrari è conosciuto anche nel Parmense: il 24 giugno dell'anno scorso si era reso protagonista al Fidenza Village di insulti agli addetti alla sicurezza, minacciandoli e aggredendo con una violenta testata un cliente. L'uomo, in compagnia della moglie, era stato ripreso in un video mentre si scagliava verbalmente contro un agente della sicurezza, con fare minaccioso e violento. Il motivo? La guardia lo aveva invitato a indossare la mascherina in maniera corretta. L'uomo, di contro, prima lo aveva insultato, rivolgendogli inviti ad andare a quel paese, poi si era avvicinato minacciandolo. 

Sembrava rientrato l'allarme, ma mentre l'uomo si allontanava, aveva colto un commento di un altro cliente. Che dopo pochi secondi si è ritrovato di fronte l'uomo in preda all'ira che lo ha colpito con una testata procurandogli una prognosi di una settimana. I responsabili del Fidenza Village avevano avvertito il 118 e i carabinieri. L'uomo era stato denunciato per aggressione e mancato rispetto della normativa anti-covid. Per Ferrari era poi stato emesso un foglio di via che lo terrà lontano da Fidenza per tre anni.

Tornando alla bancarotta, secondo il legale di Ferrari la contestazione non corrisponde alla verità: Ferrari nel periodo dei prelievi era a casa malato e sottoposto a misura cautelare e quindi non aveva accesso ai conti nemmeno tramite home banking. Secondo la linea difensiva, quindi, non sarebbe stato lui a svuotare i conti dell’attività ma quelle operazioni sarebbero state fatte a sua insaputa, da altri. L’udienza preliminare è fissata per i primi di maggio.

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