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Lo strano piano di Arcuri con i tendoni che costano più dei vaccini

Otto milioni di euro per i gazebo con le primule che possono vaccinare mezzo milione di italiani in tre mesi. Costi decuplicati, tempi stretti, spazi angusti e igiene impossibile. Today.it ha raccolto i dubbi dell'architetto Carlo Quintelli, Professore all'università di Parma

L'unica bellezza, nel bel mezzo di una pandemia, dovrebbe essere quella dell'efficacia. Invece no: l'Italia si doterà dei gazebo a forma di "Primula" che andranno ad abbellire - almeno inizialmente - 21 piazze per la modica spesa di 8.400.000 euro. Cosa hanno di speciale queste primule? Saranno il volano della vaccinazione di massa contro la Covid-19, almeno stando al piano del commissario all'emergenza coronavirus Domenico Arcuri. Peccato che il progetto oltre a essere costoso sia tutt'altro che efficiente. Today.it ne ha parlato con l'architetto Carlo Quintelli, Professore ordinario di Composizione architettonica e urbana dell'Università di Parma, già Pro Rettore con delega all'Edilizia e Infrastrutture del medesimo ateneo. 

Perdoni la lunga premessa, ma professore Quintelli, qui stiamo parlando di soldi pubblici spesi in modo adeguato?

"Partiamo dai tempi: registro una grave anomalia, ovvero un ritardo spaventoso. Sapevamo già da settembre 2020 che buona parte delle case farmaceutiche avrebbero commercializzato i vaccini intorno all'inizio di gennaio. Anche l'istituto superiore di sanità - che è solitamente estremamente prudente - aveva parlato già da mesi come quasi sicuramente la vaccinazione di massa sarebbe iniziata nel primo trimestre del 2021. Invece Arcuri presenta l'idea dei padiglioni solo a dicembre, in ritardo di almeno tre mesi, quando in Germania avevano già allestito spazi e strutture di proprietà pubblica e para pubblica e che aspettavano in standby solo la consegna delle dosi.

Altro tema correlato ai tempi: la gara così come è scritta da l'opportunità a chi ha già qualcosa in magazzino di adattare le strutture alle specifiche richieste. Inoltre organizzare in 30 giorni la logistica di consegna vuol dire avere a disposizione 21 squadre in tutta Italia che lavorano contemporaneamente in 21 piazze italiane.

Inoltre si richiede la riparazione degli impianti con intervento entro 30 minuti dalla chiamata. Da sottoporre all’attenzione della ricerca in logistica del Pentagono o di Amazon. Delle due l’una verrebbe da pensare: o chi ha redatto il bando è totalmente ingenuo ed estraneo al settore o qualcuno ha già pronto tutto da inizio dicembre."

L'intervista completa su Today.it 

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