Giornata della lotta alle mafie: le fiaccole di Libera attraversano la città

Sentita partecipazione al corteo dedicato al ricordo di Don Peppe Diana, organizzato dal Coordinamento di Libera a Parma, con la partecipazione del Popolo Viola e il patrocinio del Comune e della Provincia

"La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili,esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato".
Così Don Peppe Diana descriveva il cancro della società odierna, morendo assassinato dalla camorra con cinque colpi di pistola il 19 marzo 1994, nella Chiesa di Casal di Principe, mentre si accingeva a celebrare la messa. Il Coordinamento di Parma di Libera sceglie questa data per dare vita a una fiaccolata per avvicinarsi alla celebrazione della Giornata della Memoria e dell'Impegno contro la mafia.
Centinaia le fiaccole che, a partire dalle 18,00, hanno illuminato Piazzale Santa Croce, via D'azeglio, via Mariotti, Piazzale della Pace, via Mazzini e Piazza Garibaldi, in un corteo il cui senso non si ferma al mero ricordo, ma mira a stimolare riflessioni sugli effetti di una realtà radicata e ramificata da tempo in modo silente anche nel nord della Penisola.

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"La nostra è una presa di coscienza che la lotta alle mafie non è fatta di solo ricordo – afferma il referente di Libera Parma Giuseppe La Pietra –. Abbiamo riscontrato che il parmense non è immune da fenomeni di infiltrazioni mafiose. La conoscenza aiuta a dare il giusto peso alla situazione. Il cittadino dovrebbe anzitutto conoscere, e poi scegliere da che parte stare".I nomi delle vittime della mafia dai primi anni del secolo scorso a oggi sono più efficaci di qualunque discorso, questo il modo scelto da un corteo silenzioso, capeggiato da bandiere della pace, striscioni con messaggi come "Fuori la mafia dallo Stato", " 5 – 10 – 100 passi con don Peppino", "Insieme perchè i loro sogni diventino il nostro impegno".

"Parlare di mafia – afferma il referente del Popolo Viola di Parma Enrico Arillo – , ricordare quanto è successo è importantissimo, soprattutto per preservare il futuro da nuovi sbagli e per riconoscere le realtà che possono essere a rischio. Parma si è sempre sentita al sicuro. Ora, con le nuove notizie, con le conferme che a Parma ci sono infiltrazioni mafiose, al contrario di quanto veniva detto dall'ex prefetto, i parmigiani stanno capendo che è un problema reale e si stanno mobilitando".
Dal palco allestito in Piazza Garibaldi si levano i ricordi e  le letture di testimonianze di quanti hanno subìto gli effetti delle mafie. Denunciati a gran voce l'ignoranza e l'individualismo come cause che limitano la nascita di una rete culturale forte e unita contro i soprusi. Con l'annuncio del recupero del primo campo confiscato alla mafia in Emilia Romagna, a Salsomaggiore, destinato ad accogliere giovani provenienti da ogni parte d'Italia, si conclude la fiaccolata. Un messaggio di speranza.
 

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