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Luciano Viti da Fogg: Miles Davis protagonista dei suoi ritratti

Luciano Viti, fotografo delle star di fama internazionale, ospite alla Galleria Fogg, racconta la sua carriera e alcuni aneddoti che l'hanno costellata. Ritratti suggestivi e insoliti quelli di Miles Davis, esposti per la prima volta a Parma

"Notte fonda. Tutto è pronto nello studio fotografico, si fa per dire, ricavato nel salottino della sua stanza d'albergo. Arriva...e...succede di tutto: crolla il fondale, si brucia un flash, si inceppa una macchina fotografica. Sono in un bagno di sudore. Lui attende con calma i miei cambi di attrezzatura. Riparto, mi asseconda. Scatto tre rulli di pellicola formato 120. So che il tempo a disposizione sta per finire. Oso il tutto per tutto. "Could you put the tongue on the finger?", chiedo con sicurezza. Mi guarda un attimo interdetto, chissà cosa pensa? Dopo qualche secondo che sembra un'eternità...lo fa! Tira fuori la lingua e la tocca con la punta dell'indice...Scatto...E con l'ultimo fotogramma a disposizione, gli dico: "One more!!!". Racconta così Luciano Viti nel suo libro Rock in camera quell'incontro all'Hotel Sheraton di Roma nel lontano 1987 che portò alla creazione di quello scatto diventato famoso nel mondo.

Una carriera costellata da successi, con il privilegio di fotografare alcuni tra i più grandi artisti di fama internazionale da B.B.King a Chet Baker quella di Luciano Viti, fotografo ritrattista delle star ospite con alcune delle sue opere alla Galleria Fogg di borgo San Silvestro. Frank Zappa, Eric Clapton, B.B. King, Bill Frisell, jim Hall, Bee Gees, Neil Young, Jeff Beck, Chet Baker, Phil Collins, Patti Smith, Bob Dylan, Paul e Linda Mc Cartney, Rolling Stones, Robert Plant, Carlos Santana, Peter Gabriel, Clash solo alcuni degli artisti che Viti è riuscito a ritrarre nel corso degli anni, collaborando per alcune delle più importanti riviste internazionali come Time, The Guardian, The Times, New York Times, Mojo, Panorama, L’Espresso, L’Europeo. Miles Davis il protagonista dei ritratti mostrati per la prima volta a Parma scattati da Viti nel 1987 in occasione della permanenza dell'artista a Roma. Scatti suggestivi e insoliti caratteristici dello stile del noto fotografo delle star, dietro alle quali si nasconde - come ci racconta lo stesso autore - quello che avrebbe voluto essere Luciano Viti, una persona forte sicura che vorrebbe avere ricevuto meriti e complimenti da bambino. Questo talento mi aiuta a essere considerato e affermato grazie a questi ritratti. Da bambino questo non è stato possibile a causa della mia timidezza. Oggi questo talento vale come rivalsa personale e interiore verso i miei complessi da bambino. Oggi,alla mia età, ho dimostrato a me stesso che sono bravo e ciò mi basta".

Dietro a ogni foto, l'attesa del momento giusto e aneddoti curiosi nelle sessioni fotografiche con divi del rock e del jazz, come quelli raccontati nel suo libro "Rock in camera", oltre a quello "Chet & Miles". Un rapporto particolare quello creato con Miles Davis per la realizzazione delle foto esposte alla Galleria Fogg, attraverso il quale Viti è riuscito a scoprire lati meno noti dell'artista. "La cosa importante è non avere timore del soggetto per quanto sia famoso e osare chiedere ciò che si pensa di voler ottenere a livello fotografico per comunicare la propria idea personale del soggetto da ritrarre senza tuttavia cadere nella maleducazione". Un compito non facile come ammette lo stesso Viti, quello di riuscire a fare emergere anche il lato personale e non pubblico di artisti di fama internazionale, tra i quali ricorda in particolare la sessione fotografica con Pino Daniele. Uno degli aspetti fondamentali della fruizione della fotografia per Barthes risiede in quelle impressioni che colpiscono in modo irrazionale lo spettatore, una ricetta semplice per Viti per farle emergere in soggetti così diversi e particolari come gli artisti di fama internazionale ritratti negli anni: "Durante le sessioni fotografiche so già a priori cosa vorrei ottenere e conosco molto bene la carriera artistica e il percorso professionale dei miei soggetti. Per questo è fondamentale arrivare alle sessioni sempre molto preparato". La sua personale definizione di fotografia? "E‘ racchiudere il tuo pensiero in una frazione di secondo".

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