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Lupi, lettera di una cittadina ai sindaci: "Caccia alle streghe, clima di tensione"

Dopo le polemiche e i botta e risposta tra i sindaci dell'Appennino e le associazioni animaliste pubblichiamo la lettera di una cittadina, che si rivolge ai primi cittadini della provincia di Parma che hanno scritto una lettera a Provincia, Regione e Forestale

Lupi sull'Appennino parmense. Dopo le polemiche e i botta e risposta tra i sindaci dell'Appennino e le associazioni animaliste pubblichiamo la lettera di una cittadina, che si rivolge ai primi cittadini di Albareto, Bardi, BedoniaBerceto, Bore, BorgotaroCompianoFornovo, Medesano, Pellegrino Parmense, Solignano, Terenzo, Tornolo, Valmozzola, Varano de Melegari e Varsi

LA LETTERA DI PAOLA. Gentilissim*, ho appreso che i Sindaci di Albareto, Bardi, Bedonia, Berceto, Bore, Borgotaro, Compiano, Fornovo, Medesano, Pellegrino Parmense, Solignano, Terenzo, Tornolo, Valmozzola, Varano de Melegari e Varsi hanno inviato una lettera alla Provincia di Parma, alla Regione Emilia-Romagna e al Corpo Forestale dello Stato per chiedere di prendere provvedimenti a seguito di casi di attacchi di lupi affinché si intervenga in merito allo “scorrazzare di branchi di lupi che se ne vanno in giro per campi e fattorie e hanno già provocato diverse vittime tra i cani e gli animali e ogni giorno che passa, spinti dalla fame, si avvicinano sempre più alle case. Inoltre questo fenomeno sta di fatto bloccando le attività turistiche oltre che mettere a dura prova quelle dell'allevamento soprattutto la pastorizia in Valtaro e in Valceno, dove la situazione sta diventando esasperante”.

Tali attacchi non sono stati documentati e un tale allarmismo non contribuisce a creare il giusto clima per instaurare una serena convivenza tra esseri umani e lupi, che sarebbe invece favorita da una corretta informazione sul tema e dall’effettivo utilizzo degli efficaci metodi di prevenzione esistenti. Una simile lettera contribuisce ad alimentare un’immotivata intolleranza che potrebbe facilmente sfociare in avvelenamenti e uccisioni indiscriminate dei lupi. Appare chiaro come questa nuova “caccia alle streghe” non faccia altro che alimentare un clima di preoccupazione e tensione senza considerare la realtà dei fatti. 

Il parmense non ha una concentrazione di lupi maggiore rispetto ad altre zone dell’Appennino, quindi eventuali problematiche legate alla loro presenza possono essere gestite con metodi tecnico-scientifici di prevenzione già ampiamente provati e risultati fruttuosi se correttamente applicati. Ancora una volta il pensiero corre all’attività sanguinaria dei cacciatori che vogliono cacciare indisturbati senza alcun concorrente naturale e mietere vittime animali e umane https://www.vittimedellacaccia.org/ . Non sarebbe infatti la prima volta in cui, a seguito di campagne mediatiche contro i lupi, viene data notizia di macabri ritrovamenti di lupi avvelenati e mostrati, spesso decapitati, come monito. Ricordo ai Sindaci che i lupi sono specie protetta. Invito i Sindaci a documentare eventuali attacchi a persone o animali di proprietà e a documentare quanto fatto dai Comuni negli ultimi anni per gestire e prevenire il randagismo, dal momento che si è parlato di presenza di ibridi o canidi inselvatichiti. Invito i Sindaci a guardare con maggiore empatia alla vita di ogni animale con cui condividiamo l’ambiente: qualsiasi società che non riesca a convivere serenamente col mondo animale non si può definire una società civile. Cordiali saluti. Paola Re"

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