Crisi a 5 stelle: il movimento si spacca e i dissidenti escono allo scoperto

Pomeriggio al cardiopalma per il M5s parmigiano. Dopo le indiscrezione della stampa sulla possibile fuoriuscita di una ventina di attivisti in polemica con le scelte amministrative di Federico Pizzarotti questa mattina viene inviato il comunicato stampa dei dissidenti

Pomeriggio al cardiopalma per il Movimento 5 stelle parmigiano. Dopo le indiscrezione della stampa sulla possibile fuoriuscita di una ventina di attivisti in polemica con le scelte amministrative di Federico Pizzarotti questa mattina viene inviato alle redazioni il comunicato stampa che sotto riportiamo integralmente. Sembra cosa fatta, al punto che di seguito arrivano ben due comunicati di risposta da parte dei fedelissimi del Sindaco, uno firmato Marco Bosi e uno Movimento 5 stelle. A metà pomeriggio il colpo di scena: un portavoce del gruppo dei dissidenti contatta la redazione de La Gazzetta di Parma per smentire la paternità del primo comunicato, attribuendolo ad un attivista isoltato. Ben inteso, viene smentito il comunicato ma non il dato essenziale: un gruppo di attivisti è effettivamente in procinto di separarsi dagli attuali amministratori del Comune di Parma. Insomma, volano gli stracci in casa 5 Stelle e con ogni probabilità bisognerà attendere qualche giorno per capire come stiano effettivamente le cose. In attesa di vedere cosa dirà il padre e padrone del movimento: Beppe Grillo.

La nota degli "Amici di Beppe Grillo" con mittente Alessandro Guardamagna.
"Noi attivisti del Movimento 5 Stelle ci dissociamo dalle dichiarazioni degli ultimi mesi dell’Amministrazione comunale di Parma che la collocano sempre più lontano dai principi del Movimento 5 Stelle. Riteniamo che dovremmo seriamente interrogarci sul perché a Parma, retta formalmente fa un amministrazione del M5S, e nel territorio circostante la risposta elettorale alle recenti elezioni Europee e amministrative non è stata migliore che nel resto d’Italia, prima di indagare presunti errori altrui salvo poi esternare un formale desiderio di autocritica con dichiarazioni che contrastano con due anni di comportamenti caratterizzati dal totale rifiuto di qualsiasi forma di critica costruttiva offerta all'amministrazione comunale.
Il candidato alle europee appoggiato dal gruppo Parma in Movimento non è riuscito a farsi eleggere a differenza di altri candidati regionali premiati dal voto per il Parlamento Europeo. Le elezioni amministrative che si sono svolte in provincia non hanno avuto alcun aiuto tangibile dal gruppo di Parma, che in questi anni ha acquisito almeno nominalmente una certa esperienza sia nel condurre una campagna elettorale, sia nell’amministrare una città. Mesi e mesi di silenzio e disinteresse hanno fatto sì che soltanto tre comuni su trentadue siano riusciti a presentare faticosamente una lista. Tale mancanza di collaborazione non è linea con l’idea di sostenere la crescita e diffusione del M5S e le parole di chi afferma di farlo non bastano a fornire riscontri concreti in tal senso.
Nei due anni di governo la chiusura del gruppo dei Consiglieri Comunali di Parma – tranne pochi che, a onor del vero, in certi casi hanno palesato il proprio dissenso per tale linea comportamentale – ha allontanato simpatizzanti e paralizzato ogni spinta dal basso, sempre ostacolata da timori di essere imputati di responsabilità personali. Costoro hanno finito per abbandonare le istanze degli attivisti del Movimento e dei cittadini, non facendosi portavoce di principi fondamentali come quello di condivisione.
Il programma elettorale sottoscritto dall’Amministrazione è stato quasi del tutto disatteso. Ci si è concentrati sulla redazione di un bilancio senza prese di posizione che permettano di distinguere, tramite azioni politiche vere, l’attuale gestione dal commissario prefettizio che l’aveva preceduta.
Mentre il deputato M5S Alessandro Di Battista dichiara alla stampa “penserò agli errori commessi, a cominciare dai miei … e io… Di Battista, ne ho commessi diversi” il sindaco di Parma afferma “credo che in tutta la campagna elettorale si sia parlato troppo di Italia e poco di Europa. Probabilmente dire solo no all’euro non era sufficiente. Ed è stato sbagliato personalizzarla: Grillo, Berlusconi e Renzi. Non c’era altro” (fonte www.ilfattoquotidiano.it del 27/5/2014). Tali affermazioni, da un lato indicative di quella mancanza di autocritica di cui Parma ha bisogno, dimostrano confusione poiché nella recente campagna elettorale, dove si è parlato molto dell'Europa, il M5S non ha sostenuto di essere assolutamente contrario all'euro, bensì che sulla moneta unica dovessero esprimersi i cittadini con consultazione referendaria.
Tutto ciò rappresenta solo l’ultimo tassello di uno scollamento che esiste da tempo. Il sindaco di Parma mette troppo spesso in imbarazzo il Movimento 5 Stelle con esternazioni e iniziative personali che cerca mediaticamente di giustificare – dalla pubblicazione del libro Il primo cittadino da cui traspare un certo personalismo, alle dichiarazioni sulla mancanza di impatti negativi dell’inceneritore sull’immagine e la qualità dei prodotti della Food Valley, alle uscite contro i lavoratori e i sindacati, nei riguardi dei quali si dichiara in linea con Renzi, all’idea di voler smontare le vele di piazza Ghiaia e di applicare la raccolta differenziata spinta in collaborazione con IREN fino al 2016, benché il contratto con l’azienda scada quest’anno.
L’associazione Parma In Movimento, da cui hanno tratto le proprie radici coloro che oggi sono al governo della città, è stata svuotata di contenuti politici, privata di un vero confronto sul programma elettorale, amputata delle eventuali mozioni dal basso quasi sempre “archiviate” con un’unica, ripetitiva, perentoria motivazione: “non si può fare”. All’interno dell’associazione - che non ha mai rispettato il proprio statuto poiché riuniva insieme soci “attivi” con diritto di voto privi di requisiti per esserlo, e soci coi requisiti che non sono mai stati riconosciuti come “attivi” - si sono consumati, in particolare negli ultimi tempi, spettacoli indecorosi quando membri facenti parte del consiglio comunale hanno mostrato l’aperta intenzione di colpire alcuni fra coloro che più si sono impegnati per far crescere l’associazione stessa e che hanno espresso critiche su come veniva gestita e sul modus operandi dell’amministrazione. I responsabili di tali azioni hanno dimostrato apertamente quell'autoritarismo che tanto criticano nella leadership del M5S. Coloro che ci hanno recentemente tacciato di “purismo” e “arrivismo personale” e che parlano di rispetto delle regole, sembrano apparentemente non ricordarsi di aver violato ripetutamente lo statuto di un’associazione di cui fanno parte.
Tanto c’è quindi da migliorare nel nostro gruppo di Parma, e noi stessi, che sottoscriviamo questo documento, siamo ben consapevoli di non essere esenti da errori o da critiche. Allo stesso tempo abbiamo ormai chiara la percezione che gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Parma debbano “staccarsi” da chi è approdato in comune, così che possa criticare il M5S o scusarsi come meglio crede o amministrare nel senso che ritiene giusto. Allo stesso tempo noi attivisti continueremo a riconoscersi nelle linee e nei principi del Movimento 5 Stelle, a valutare criticamente l'operato dell’Amministrazione comunale quando riterremo che questa se ne discosti, e a portare avanti un programma di rinnovamento culturale – unico indice del vero cambiamento – finora rimasto solo sulla carta.
Come cittadini-attivisti del Movimento 5 Stelle di Parma non ci riconosciamo più in un’Amministrazione auto-referenziale, chiusa, che fa mostra di capacità da “commercialista”, e sorda ad iniziative che, come M5S, dovrebbe naturalmente cercare di perseguire.
Come gruppo del Movimento 5 Stelle lavoreremo per il bene comune identificandoci come AMICI DI BEPPE GRILLO - PARMA e PROVINCIA- attualmente già su Facebook - organizzando eventi, manifestazioni e azioni politiche aperte a tutti i cittadini di Parma e dei territori circostanti.

Il capogruppo del M5s Marco Bosi

Ho letto un comunicato scritto da persone che non hanno neanche avuto il coraggio di palesarsi, le quali incolpano l’Amministrazione di Parma per la non elezione di Francesco Rossi al Parlamento Europeo – questi sono i livelli – o per aver scritto un libro, ma non trovo critiche concrete se non solo opinioni personali. È una opinione personale, ad esempio, l’auto-referenzialità del sindaco, che cozza con gli oltre 50 incontri pubblici nei quartieri e con la Giornata della Democrazia alla quale hanno preso parte più di 300 parmigiani. È una opinione personale il “programma disatteso”. A prescindere dal fatto che non siamo arrivati ancora a metà mandato, di quali punti stiamo parlando? Alcuni esempi concreti: la differenziata è al 66%, l’inceneritore viaggia a metà regime, alcune Partecipate sono state liquidate, il debito è stato ridotto, nelle scuole non c’è più amianto, sono state installate le prime colonnine elettriche, la trasparenza del Comune è al 100% (dati del Governo), la partecipazione è aumentata, i costi della politica ridotti, si è aperta la strada sui diritti civili. Sono alcuni dei punti del programma. Potrei continuare a evidenziare la totale assenza di critiche strutturali, ma preferisco soffermarmi su aspetti del comunicato dettati dall’ignoranza. Ad esempio il contratto di gestione dei rifiuti con l’azienda Iren è in scadenza, ma il bando per la nuova gestione è di ambito provinciale. Significa che sono gli oltre 30 comuni del territorio a dover decidere insieme la futura gestione, non può farlo Parma per se stessa. Nel frattempo chi dovrebbe gestire i rifiuti se non Iren stessa? Sarebbe sufficiente questo piccolo esempio per evidenziare l’ignoranza di chi non sa cosa “si può fare” e cosa “non si può fare”. Non c’è sostanza, non c’è concretezza né verità nel comunicato che ho letto. Solo opinioni di chi non conosce i confini del realizzabile e dell’irrealizzabile. Amministrare è quel confine. Esprimere opinioni nascondendosi dietro un comunicato è invece facilissimo. Amministrare, al contrario, vuol dire scontrarsi con la realtà. E se perdo tempo per rispondere a persone sconosciute, che rappresentano solo loro stesse, è per sottolineare che Il Movimento 5 Stelle di Parma, quello ufficiale, l’ha capito.

La nota del M5s di Parma

Il Movimento 5 Stelle di Parma nasce nel 2005 e da allora tanti attivisti si sono susseguiti per dare forza ad un progetto che ci ha portato nel 2012 alla guida di questa città. Il Sindaco Pizzarotti, la sua Giunta e i Consiglieri sono una parte di questo progetto che nasce dal basso e che esiste anche grazie al lavoro silenzioso e lontano dalle luci dei riflettori di circa 80 attivisti. Un gruppo che si confronta e che cerca di trovare delle soluzioni grazie alle idee di tante persone. Ma come in ogni gruppo, talvolta, le proprie idee non sono quelle della maggioranza. A quel punto sta a noi decidere se riconoscere che la nostra idea, seppur legittima, non è condivisa ed accettare quella del gruppo, oppure fare come i partiti tradizionali e staccarsi per cercare di creare una propria corrente al fine di trarre un vantaggio personale da questa situazione.

Ci dispiace che non abbiano firmato quel comunicato preferendo nascondersi dietro l’anonimato, ma è forte il sospetto che siano le 5 persone che nelle scorse settimane hanno abbandonato il nostro gruppo. 5 persone appunto, contro 80 attivisti che senza chiedere nulla in cambio si spendono per costruire invece che distruggere. Proprio la scorsa settimana con un comunicato abbiamo chiarito che nonostante le presunte spaccature noi siamo uniti, crediamo fermamente nel Movimento 5 Stelle, in tutte le sue espressioni: dal nostro megafono nazionale Beppe Grillo ai nostri Amministratori locali. Le correnti, come detto, le lasciamo ai partiti.

L'intervento di Francesco Rossi (candidato alle Europee del M5s)

In relazione al comunicato stampa dei sedicenti dissidenti "Amici di Beppe Grillo Parma e Provincia", mi sento di stigmatizzare il comportamento di queste persone che pur dichiarandosi attivisti del Movimento 5 Stelle adottano una condotta totalmente contraria ai principi di rispetto e trasparenza. Non hanno nemmeno il coraggio di firmarsi con nome e cognome nonostante la presunta fondatezza dei loro argomenti. Per quanto riguarda la campagna elettorale per le elezioni Europee e la mia mancata elezione, è abbastanza curioso che siano proprio questi dissidenti a incolpare gli altri. Loro non hanno condotto alcun tipo di campagna in mio sostegno, arrivando al punto di organizzare un evento in città con un'altra candidata, senza nemmeno avvertirmi. Il Movimento 5 Stelle ha bisogno di persone oneste, disinteressate, critiche, ma in modo costruttivo e non becero. Chi ha osservazioni e proposte in buona fede può porle all'interno dei meetup e dell'associazione Parma In Movimento, sia rispetto alla organizzazione territoriale che all'azione amministrativa della Giunta e del Gruppo Consiliare di Parma. Chi invece intenda adottare gli stessi comportamenti tipici dei partiti tradizionali è meglio che esca dal M5S e scelga uno di quelli. In questo modo aumenterebbe anche le opportunità di ottenere incarichi e candidature.

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