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M5S su Iren Rinnovabili: "Si investono 52 milioni su Torino, Parma svantaggiata"

Un rapporto sbilanciato con Torino dove, nonostante la situazione debitoria, Iren investirebbe 52milioni di euro invece di puntare su Parma, l'accusa mossa dal presidente del consiglio Vagnozzi, Guatteri, consigliere Reggio e Gabbiani, Piacenza

Gli interessi di Iren sul territorio e il dubbio che i suoi investimenti non coincidano con le esigenze dei comuni dell'area emiliana l'oggetto dell'incontro congiunto tra i rappresentanti di Parma, Reggio Emilia e Piacenza. Una situazione poco chiara quella attorno a Iren Rinnovabili secondo Marco Vagnozzi, Alessandra Guatteri, consigliere comunale Reggio Emilia e presidente della IV Commissione bilancio e Andrea Gabbiani, capogruppo a Piacenza che pongono l'accento sulle dinamiche che ruotano attorno alla società del gruppo Iren nata nel 2012 per operare nelle rinnovabili, detenuta per il 70% da Iren ambiente e per il 30% da CCPL. Il sospetto è che non abbia intenzione di investire a Parma ma che abbia un rapporto sbilanciato nei confronti della realtà torinese, dove ha investito 52 milioni di euro nonostante la situazione debitoria. A Piacenza, secondo il consigliere Andrea Gabbiani, "in tre anni Iren avrebbe fatto il bello e il cattivo tempo. Produciamo utili per Iren e non abbiamo debiti. Nel caso di Studio Alfa abbiamo la prova che il controllore e il controllato siano la stessa figura. La situazione della differenziata è emblematica, perchè va troppo a rilento e sembra ci sia l'intento di salvare il salvabile attraverso una sorta di finanza creativa". 

Alessandra Guatteri consigliera comunale a Reggio Emilia, presidente della IV Commissione bilancio sottolinea: "Questo interesse di Iren Rinnovabili sull'area ex reggiana sarebbe da approfondire visti i risultati del Tecnopolo che dovevano essere trainati come da Reggio Emilia Innovazione, azienda che vede nella compagine societaria anche il comune di Reggio e che è guidata da un dipendente di Iren Rinnovabili". Il Comune di Reggio Emilia affida a Iren Rinnovabili e Iren Energia la realizzazione di 300 diagnosi energetiche su edifici esistenti rendendo disponibili le proprie banche dati, affidando anche alla società il compito di costruire una rete di imprese per le riqualificazioni energetiche necessarie. Sarà il Comune a occuparsi dei finanziamenti. "Il Comune di Reggio è intervenuto in un'iniziativa privata che genererà flussi economici per una società privata - sottolinea Guatteri -. A dicembre poi Iren Rinnovabili acquista Studio Alfa, che era di CCPL, che ora detiene il 30% di Iren Rinnovabili, ma non è noto da dove provengano i soldi". Da Parma è partita la richiesta di chiarimenti all'amministratore delegato di Iren sull'attività di Iren Rinnovabili nel reggiano, chiedendo in particolare a quanto ammontasse il sostegno finanziario a Iren  per Iren Rinnovabili sugli investimenti, ma al momento non sarebbe pervenuta risposta.

Dai dati evidenziati, come sottolinea Marco Vagnozzi, presidente Consiglio Comunale di Parma, nel bilancio del 2014 il debito di Iren Rinnovabili nei confronti di Iren è di circa 33 milioni di euro. Da qui il dubbio, sottolineato da Vagnozzi, che i finanziamenti a Iren per gli investimenti di Iren Rinnovabili nel reggiano arrivino dai soldi delle bollette dei cittadini. A beneficiarne, sottolinea Vagnozzi, sarebbero i privati, proprietari di immobili che altrimenti non sarebbero stati venduti, CCPL, ma anche Futurcem, altro socio di Studio Alfa. Il presidente del consiglio comunale di Parma si chiede anche perchè Iren Rinnovabili non investa a Parma se il suo obiettivo è di riqualificare zone cittadine. "Investendo 30 milioni di euro potrebbe entrare in Stt e riqualificare energeticamente la stazione, l'area dell'ex macello, il Ponte Nord, il campo da baseball ad esempio. Un investimento simile permetterebbe al Comune e a Stt di non dovere vendere le azioni Iren e si potrebbe proseguire con il patto emiliano facendolo valere nei confronti di Torino". La realtà torinese è quella su cui puntano il dito Parma, Piacenza e Reggio Emilia, perchè sarebbe maggiormente avvantaggiata con il sospetto, avanzato da Vagnozzi, Guatteri e Gabbiani, che si finanzi Torino attraverso loro, considerando anche la situazione debitoria del Comune di Torino per oltre 152 milioni di euro. "Nonostante questa situazione, da Iren arrivano 51 milioni di euro mentre a Parma - sottolinea Vagnozzi - si cerca di ridurre il debito con grosse difficoltà passando da 19 milioni del giugno scorso ai 14 a dicembre.  A preoccupare i rappresentanti di Parma, Reggio e Piacenza è che nel momento dell'uscita di Parma dal patto del sindacato il peso dei comuni emiliani calerebbe ulteriormente.

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