Maestre e Maestri autoconvocati: "Solidarietà ai docenti della Scuola Europea"

La nota del gruppo sull'intervento dei carabinieri all'istituto di via Saffi per permettere ad alcuni insegnanti di entrare ad un esame pubblico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il gruppo Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e provincia esprime la piena solidarietà a tutti quegli operatori scolastici, che sono stati costretti a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine per poter assistere alle prove orali del concorso pubblico della Scuola per l'Europa di Parma, un concorso per definizione “aperto al pubblico”. Una cosa mai vista prima a Parma e che pone molti dubbi sui quali è opportuno che la magistratura inquirente faccia i dovuti riscontri, specialmente se si pensa che da quella selezione sono stati esclusi (e poi riammessi cautelativamente dal giudice) i docenti precari che per tutti questi anni hanno permesso il funzionamento della stessa cuola. In merito a quanto è avvenuto il gruppo “Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e Provincia”, di cui è portavoce Salvatore Pizzo, sottolinea che l'episodio, senza precedenti, avvenuto nella scuola di Via Saffi è il segno evidente che i docenti precari parmensi non sono disposti più a subire passivamente né ad avere sudditanza psicologica nei confronti di chiunque, specie quando certe situazioni sono determinate in origine da una classe politica che è sempre più convinta di agire in maniera spavalda. Il portavoce dei maestri precisa: “Hanno massacrato la scuola parmense tagliando in tre anni 352 docenti e poi parlano di “eccellenza europea”, abbiano almeno la decenza di zittire”.

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