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Scuola: maestri tagliati, ma oltre un milione di euro alle private di Parma

Salvatore Pizzo, portavoce dei Maestri autoconvocati parmensi: "Nel parmense non sono state autorizzate 25 classi a tempo pieno. Inoltre la scuola primaria è stata decurtata negli ultimi due anni di 56 maestri"

Intervento del comitato "Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e provincia". Nei giorni scorsi sono stati diffusi dei dati dell’Ocse secondo cui la scuola italiana starebbe migliorando, una rilevazione che non sappiamo a Parma come sia stata eseguita, e che si riferisce ad un’altra stagione politica precedente alla cosiddetta riforma Tremonti – Gelmini. Questo  è bastato al vice presidente del Consiglio Provinciale Manfredo Pedroni, la cui funzione istituzionale non ha alcuna correlazione rispetto alle vicende nazionali che regolano la pubblica istruzione, per invocare i recenti dati OCSE per dire che la scuola, finalmente, grazie a questo Governo, sta migliorando, senza sapere, forse, che quei dati si riferiscono agli inizi del 2009, quando l'Esecutivo era da pochi mesi in carica.

Il signor Pedroni farebbe bene a ricordare che nella sola provincia di Parma non sono state autorizzate 25 classi a tempo pieno, vanificando così le richieste di circa 600 famiglie, la scuola primaria è stata decurtata negli ultimi due anni di 56 maestri, nelle scuole di montagna, sono aumentate le pluriclassi con bambini di età diverse costretti a frequentare lo stesso corso di studi. In scuole come ad esempio quelle di Noceto e Polesine Parmense, per cercare di limitare i danni dovuti alla mancanza di insegnanti, gli enti locali hanno dovuto sopperire con propri fondi per realizzare servizi parascolastici.

Salvatore Pizzo, portavoce dei Maestri autoconvocati parmensi, rispondendo a Pedroni dice: “Non capiamo cosa centra la vice presidenza del consiglio provinciale con queste cose, i politici di rilievo locale farebbero meglio a trovarsi altri argomenti per avere visibilità, visto che in tema di scuola non sanno difendere il territorio che li ha eletti, portano solo voti ai loro partiti ma sul territorio non impongono una diversa attenzione per la scuola. Noi denunciamo che fronte dei tagli a nove scuole private parmensi qualche giorno fa sono andati complessivamente 1milione 244mila euro di soldi pubblici, danari di tutti che incassano oltre alle rette pagate dalla loro clientela, sarebbe bene che le famiglie parmensi si appuntassero i nomi di chi prende certe posizioni e se ne ricordino durante le campagne elettorali”

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