Mafia e spaccio, blitz della Dia coinvolge anche Parma: 32 arresti

L'operazione Kerkent, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, è scattata nelle prime ore della mattina e riguarda anche la nostra città

Una maxi operazione della Dia, attivata a partire dalle prime ore della mattina di lunedì 4 marzo, sta coinvolgendo numerose città, tra cui Parma. E' in corso l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 32 persone, emessa dalla Dia di Palermo. Le accuse sono gravi: associazione mafiosa, partecipazione e concorso in associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, detenzione abusiva di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato e danneggiamento mediante incendio. Le altre città coinvolte, oltre Parma e Palermo, sono Trapani, Catania, Ragusa, Vibo Valentia.

I carabinieri di Agrigento stanno eseguendo anche due ordinanze di custodia cautelare per due persone accusate di concorso in sequestro di persona e violenza sessuale, aggravati dal metodo mafioso. L'operazione Kerkent è coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo e "ha permesso di disarticolare un'associazione per delinquere con base operativa ad Agrigento e ramificazioni, in particolare, nel palermitano ed in Calabria, dedita all'organizzazione sia degli aspetti operativi che di quelli logistici di un'intensa attività di traffico di sostanze stupefacenti". 

Nel corso dell'operazione Kerkent sono stati messi agli arresti domiciliari due fiancheggiatori del noto Antonio  Massimino, considerato l'attuale reggente della ''famiglia'' mafiosa  di Agrigento. Le manette, dunque, sono scattate ai polsi di Gabriele Miccichè, 28 enne di Agrigento, "ritenuto braccio operativo del boss Massimino", dicono gli inquirenti e nei confronti di Salvatore Ganci, 45 enne del luogo, commerciante di autovetture. Per il 50 enne Antonio Massimino è scattata invece, presso la Casa Circondariale dove è attualmente detenuto, la notifica dell'Ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l'accusa di aver ordinato un sequestro di persona e di aver commesso una violenza sessuale.

Tra gli arrestati c'è anche un noto capo ultras della Juventus: in manette è finito Andrea Puntorno, accusato di traffico di droga. Puntorno, sette anni fa, era già stato arrestato con l'accusa di traffico di droga. Successivamente aveva anche subito una condanna a sei anni di carcere.

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