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Mafie a Parma: giovedì presentazione del dossier

Giovedì sera alle 21 all'Istituto Storico della Resistenza il dossiere del Laboratorio di giornalismo antimafia della Facoltà di Giurisprudenza di Bologna. In novembre le anticipazioni di ParmaToday: il pentito Cortese: "Parma è un bancomat"

Giovedì sera alle 21 all'Istituto Storico della Resistenza in Vicolo delle Asse verrà presentato il dossier sulle mafie in Emilia-Romagna realizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche di Bologna. Il 2 novembre 2012 ParmaToday pubblicò alcune anticipazioni sul dossier che dipingevano uno scenario inquietante per la nostra città.

L'iniziativa è organizzata dall'associazione 'Sui generis' di Parma. Parteciperanno i coordinatori del dossier: Gaetano Alessi di Ad Est, Premio Pippo Fava per il giornalismo 2011, Massimo Manzoli del Gruppo dello Zuccherificio di Ravenna e Giulia di Girolamo della rete No Name di Bologna. Introduce e modera Francesca Mastracci dell'associaizone Sui generis. d

CORTESE SU PARMA: "UN BANCOMAT". Lapidarie le parole su Parma pronunciate durante un interrogatorio dal collaboratore di giustizia Salvatore Cortese boss della cosca Grande Aracri riportate nel rapporto: “Qua è un bancomat perché non c'è bisogno di fargli estorsione. Basta che mi presento io e il minimo quando uno va là sono 10.000, 15.000 euro alla volta”. “L'imprenditore, naturalmente, ha il suo tornaconto”, viene spiegato nel rapporto 2012, “nessun problema con la 'ndrangheta, ma anche la possibilità di recuperare quanto versato tramite un giro di false fatture e di frodi sull'Iva. Un meccanismo sofisticato che mette in luce l'abilità dei boss nel muoversi con scioltezza nel mondo economico-finanziario”.

PROSITUZIONE E MAFIA UCRAINA. “La prostituzione a Parma è uno dei settori che è stato subappaltato dalla ‘ndrangheta alla mafia Ucraina – continua Alessi – lo abbiamo confermato con il nostro ultimo studio in cui si registra infatti in città un aumento esponenziale delle donne provenienti dall’Est”. “A Parma si consumano i fatti di sangue” chiosa Alessi. Un esempio? Medesano 2010. Omicidio Guarino. Nel primo dossier del laboratorio pubblicato nel 2011 si legge: “Raffaele Guarino, boss originario di Somma Vesuviana e residente a Medesano viene ammazzato durante la notte nel suo appartamento con colpi d’arma da fuoco sparati in pieno volto. Nessuno dei vicini dice di aver sentito nulla. È il secondo omicidio di camorra nello stesso condominio nell’arco di pochi anni: nel 2003 venne trovato “incaprettato” nel bagagliaio di una macchina Salvatore Illuminato, marito della vicina di casa e parente di Guarino, Nunzia Visconti”.

 

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