Mafia, Maestri: "Assurdo che un'impresa segnalata a Reggio lavori a Parma"

La deputata del Pd di Parma interroga il Ministro della Giustizia Alfano per chiedere di rendere le interdittive antimafia uno strumento efficace non solo sul territorio della Prefettura

"Ho scritto un'interrogazione al Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, per chiedere di rendere le interdittive antimafia uno strumento efficace non solo sul territorio della Prefettura che le emette. Inoltre, col medesimo atto esigo dal Ministro un report puntuale sull'attività mafiosa a Parma e al Nord, visto la continua successione di eventi che hanno interessato anche la nostra città".

A dirlo la deputata del Pd Patrizia Maestri. Il quesito sulle interdittive - dice Mestri - "più volte nel corso della campagna elettorale mi è stato posto da imprenditori e da esponenti delle associazioni di categoria. Ho condiviso questo argomento con il giornalista antimafia Giovanni Tizian, ospite, venerdì scorso, degli studenti dell'Udu di Parma. Inoltre, ricordo bene le parole di Enrico Bini, presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, che a Colorno lo scorso gennaio spiegò come a un'impresa colpita da interdittiva a Reggio Emilia bastasse superare l'Enza per lavorare indisturbata nel parmense. In questo modo i Prefetti hanno un'arma spuntata".

"A maggior ragione - continua Maestri - come parlamentare del territorio, non posso ignorare quello che sta accadendo da noi. Solo per citare gli ultimi fatti, ricordo il maxisequestro alla camorra che ha coinvolto l'imprenditore parmigiano Bazzini (gennaio 2012); l'arresto da parte dei carabinieri di Parma di Salvatore Casella, esponente di spicco del clan Sarno, pluripregiudicato e latitante rifugiatosi a Parma (giugno 2012); il sequestro dei beni a Mario Illuminato (luglio 2012, coinvolto, secondo la Procura, nell'omicidio del camorrista Raffaele Guarino a Medesano); i proiettili inviati al Sindaco di Colorno (ottobre 2012).

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Poi il sequestro di oltre un milione di euro in beni di affiliati ai Casalesi, effettuato dalla Dia a Parma (novembre 2012); le slot machine manomesse dalla 'ndrangheta a Parma (gennaio 2013); la maxi usura e frode fiscale messa in piedi dalla 'ndrangheta, sventata dalla Guardia di Finanza e che ha portato al centro delle indagini un istituto di credito di Colorno e un paio ditte parmensi di autotrasporti (febbraio 2013). Una spaventosa serie di azioni criminali cui si è aggiunta venerdì scorso - commenta la deputata democratica - la chiusura di una operazione contro il giro dei night club in odore di camorra, che ha lambito anche Parma".
 

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