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Maltempo, Consorzio Bonifica: sollevati 400 mila litri al secondo

È questo lo scenario di contesto ambientale che ha portato l'ente a presidiare la nostra Bassa, già dalla mattinata di ieri, con più di cinquanta tecnici e operai specializzati impiegati sugli impianti idrovori

467 mm di acqua caduta in poco meno di due giorni sul bacino del torrente Parma, 390 su quello dell'Enza per una potenza complessiva di sollevamento da parte di tutti gli impianti idrovori attivati pari a più di 40mila litri di acqua al secondo da convogliare nel reticolo dei 1500 km di canali di competenza del Consorzio di bonifica Parmense. È questo lo scenario di contesto ambientale che ha portato l'ente a presidiare la nostra Bassa, già dalla mattinata di ieri, con più di cinquanta tecnici e operai specializzati impiegati sugli impianti idrovori e sui manufatti che garantiscono tutt'ora lo smaltimento e lo scolo dei flussi delle acque in periodi di grande stress idraulico.
 
Le ultime 48 ore hanno visto i comprensori del Parmense, interessati dal fitto reticolo consortile, alle prese con un costante monitoraggio, su idrovore e chiaviche, effettuato dal Consorzio di bonifica anche mediante l'innovativo strumento del telecontrollo che governa in tempo reale la regimentazione dell'ingente quantità di pioggia caduta a monte.
 
I canali della Bonifica regolati dagli impianti hanno retto bene l'impatto, garantendo la salvaguardia dei territori e dei campi coltivati attraversati dai corsi d'acqua già pesantemente ingrossati, sottolineando ancora una volta l'importanza della manutenzione  della rete nei mesi estivi ed autunnali  che consente oggi di scolare in tempo utile le acque garantendo la complessiva sicurezza idraulica. Nove gli impianti idrovori in funzione in queste ore : Bocca d'Enza, Travacone, Foce Naviglio, Chiavica Rossa, Coltaro, Rigosa, Cantonale, Chiodinello e Abbeveratoia.

 
"Stiamo lavorando a gran ritmo non solo nella Bassa – ha detto il Direttore Meuccio Berselli, già da ieri mattina intento a presidiare le zone nevralgiche – anche sull'Appennino stiamo cercando di mettere in sicurezza le zone più sensibili e fragili che ci vengono segnalate dai nostri operai, operai e tecnici che voglio ringraziare per quanto hanno fatto nel week end di duro lavoro su tutto il territorio". Una velocità di intervento evidenziata anche dal presidente della Bonifica Luigi Spinazzi: "La competenza dei nostri tecnici che in tempo utile hanno salvaguardato la terra attivando gli impianti dimostra l'importanza della funzione che esercitiamo, ma dimostra anche che sarebbe rilevante avere le risorse per costruire le casse di espansione definitive per mitigare il dissesto idraulico".

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